PFAS, gli inquinanti eterni: norme vigenti, rischi e strategie di prevenzione per le imprese
A cura della Redazione
I PFAS, acronimo inglese di per- and polyfluoroalkyl substances, sono sostanze per- e polifluoroalchiliche ampiamente utilizzate nella produzione industriale a partire dagli anni Cinquanta.
La loro capacità di resistere ai processi naturali di degradazione li ha resi particolarmente interessanti per migliorare le prestazioni di numerosi prodotti: dai veicoli alle pentole antiaderenti, dall’abbigliamento agli imballaggi.
La stessa caratteristica, che ieri ne ha permesso un così massiccio utilizzo, oggi preoccupa per la persistenza di queste sostanze nell’ambiente e la loro diffusione nelle matrici ambientali, in particolare nelle acque. Una volta rilasciati, possono permanere per tempi estremamente lunghi nel suolo, nelle acque e negli organismi viventi, motivo per cui vengono spesso definiti "inquinanti eterni".
Le evidenze scientifiche accumulate negli anni hanno evidenziato la capacità di alcune di queste sostanze di diffondersi nell'ambiente anche a notevole distanza dalla sorgente di emissione e di accumularsi lungo la catena alimentare. Questa caratteristica rende particolarmente complessa la gestione del rischio ambientale e sanitario, imponendo un approccio che coinvolga contemporaneamente imprese, istituzioni, enti di ricerca e autorità di controllo.
La crescente attenzione sta stimolando, da un lato, la ricerca sugli effetti di queste sostanze sull’ambiente e sulla popolazione e, dall’altro, l’evoluzione di una normativa che limita progressivamente l’uso dei PFAS, a partire da quelli per i quali sono disponibili le evidenze più solide di pericolosità.
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