Terremoti e luoghi di lavoro: come valutare il rischio sismico nel DVR
A cura della Redazione
I terremoti sono eventi naturali non prevedibili, ma che tendono a concentrarsi in alcune aree del pianeta, in corrispondenza dei margini delle placche terrestri. L’Italia, in particolare, è situata al margine di convergenza tra due grandi placche, quella africana e quella euroasiatica.
Infatti, sebbene gli eventi siano stati registrati soprattutto in alcune regioni, l’intero territorio nazionale è considerato sismico: questa non è un’affermazione fatta per creare allarmismo, ma è quanto indica il Dipartimento della Protezione Civile italiano sulla base delle conoscenze sulla pericolosità sismica del territorio. In altre parole, ovunque in Italia è possibile che si verifichi un terremoto, anche se il livello di rischio non è uguale su tutto il territorio.
Già questo potrebbe essere un motivo sufficiente per trattare di terremoti quando valutiamo i rischi legati all’attività lavorativa: tuttavia, il primo problema da affrontare è fino a dove estendere il lavoro di analisi e valutazione del rischio.
Il rischio sismico è tradizionalmente materia per ingegneri e geologi e indubbiamente richiede conoscenze e competenze tecniche non trascurabili, in virtù anche di alcune criticità che caratterizzano soprattutto il nostro territorio:
- Da una parte la geomorfologia del territorio nazionale, interamente sismico, su cui abbiamo sempre più informazioni grazie agli studi derivanti anche dagli eventi sismici registrati nel tempo;
- Dall’altra, la costruzione di una conoscenza del fenomeno e delle tecniche di prevenzione e gestione del rischio sempre più solida ha spinto la normativa ad evolversi, ma ciò può anche determinare la rapida obsolescenza degli interventi compiuti.
Il legislatore e la giurisprudenza riconoscono la responsabilità del datore di lavoro di valutare anche il rischio sismico, in base al principio secondo cui vanno valutati tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, quindi anche quelli che non dipendono necessariamente dall’attività svolta, ma attribuibili al luogo di lavoro. Inoltre, il profilo di responsabilità del datore di lavoro può essere più o meno ampio, a seconda del livello di controllo che lo stesso ha sugli edifici oggetto della valutazione, se è proprietario o locatario ad esempio.
In un territorio fragile come quello nazionale, accertare la sicurezza di edifici e impianti, in particolare di quelli costruiti prima della definizione di criteri antisismici, è una necessità prima che un adempimento normativo. Intervenire per prevenire gravi danni è una sfida che richiede di investire in modo mirato, senza sottovalutare l’importanza delle misure organizzative e del coinvolgimento delle persone.
Nel presente documento cercheremo di capire cosa significa davvero valutare il rischio sismico e quando e come integrarlo nel DVR, sulla base della normativa vigente.
Vedremo, inoltre, le principali misure di prevenzione e protezione adottabili in qualsiasi organizzazione, indipendentemente dal livello di rischio e dal settore.
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