Analisi degli infortuni in occasione di lavoro per la fornitura d’acqua e gestione dei rifiuti
A cura della Redazione
INAIL ha pubblicato, nel numero di giugno, un’analisi che evidenzia caratteristiche, dinamiche e principali cause degli infortuni nel settore della fornitura d'acqua e della gestione dei rifiuti
Cosa tratta?
Le attività economiche relative alla fornitura d’acqua e alla gestione dei rifiuti rientrano nella Sezione E della classificazione Ateco Istat 2007. Il macrosettore comprende la captazione, la depurazione e la distribuzione dell’acqua per usi civili e industriali, la gestione delle reti fognarie e le attività di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti.
A livello infortunistico, nel 2024 sono pervenute all’Inail quasi 13mila denunce riconducibili al settore considerato e di queste, quasi l’84% (11.733) sono avvenute in occasione di lavoro, mentre la quota restante (1.255) ha riguardato eventi verificatisi lungo il tragitto casa-lavoro-casa. Nel confronto con l’anno precedente si registra un incremento complessivo delle denunce pari al 4,8%.
I decessi sul lavoro sono stati ventotto nel 2024 di cui 25 in occasione di lavoro e i rimanenti in itinere in linea con quanto registrato anche nell’anno precedente.
Proseguiamo con l’analizzare esclusivamente gli infortuni dei lavoratori in occasione di lavoro, nel 2024, come negli anni precedenti, la quota più elevata di casi (89%) ha riguardato la divisione della raccolta dei rifiuti in crescita del 5,6% rispetto al 2023. Seguono la fornitura d’acqua con il 6,5% e i comparti della gestione delle reti fognarie e del risanamento dei rifiuti complessivamente con il 4,4%.
Il settore è caratterizzato da una netta prevalenza maschile, con oltre il 90% degli eventi lesivi che colpiscono in particolare operatori ecologici, conduttori di mezzi pesanti, addetti agli impianti di recupero e riciclaggio dei rifiuti e operatori degli impianti di trattamento e distribuzione delle acque (80,3%).
Dal punto di vista territoriale gli infortuni in occasione di lavoro nel 2024 risultano distribuiti in modo sostanzialmente uniforme tra Centro, Nord e Sud, con una media di circa 2.600 casi per area. Seguono le Isole, con 1.402 denunce, quasi tre quarti delle quali concentrate in Sicilia. Lombardia, Lazio, Toscana e Puglia sono le regioni più interessate dal fenomeno e raccolgono complessivamente il 42% degli eventi lesivi.
Quasi nove infortunati su dieci sono italiani, mentre poco più dell’11% è costituito da cittadini non comunitari, prevalentemente di origine marocchina, albanese, tunisina e senegalese (45%).
La distribuzione per età evidenzia che la fascia più colpita è quella tra i 40 e i 59 anni, con poco più del 62%, seguono gli under 40, con il 24,9% degli eventi e i lavoratori di 60 anni e oltre, pari a circa il 13%.
Per ciò che riguarda la tipologia di lesioni dell’infortunio sono riconducibili prevalentemente a contusioni, lussazioni, distorsioni per il 62% degli accertati positivi. Le contusioni interessano prevalentemente il cingolo toracico, le ginocchia e il cranio, mentre le lussazioni riguardano soprattutto caviglie, ginocchia e colonna vertebrale.
L’analisi delle cause e delle circostanze di accadimento degli eventi lesivi mostra che poco più del 53% degli infortuni dei lavoratori sono dovuti a movimenti del corpo compiuti con o senza sforzo fisico; seguono gli scivolamenti o inciampamenti con caduta della persona (18,2%) e la perdita di controllo di macchine o dell’attrezzatura di movimentazione utilizzata (17,6%).
Nei decessi sul lavoro, invece, risulta determinante il coinvolgimento di un mezzo di trasporto o comunque di un’attrezzatura di movimentazione.
Cosa dice la legge?
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro): costituisce il principale riferimento normativo per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, stabilendo gli obblighi di valutazione dei rischi, formazione, sorveglianza sanitaria, utilizzo delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale.
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale): disciplina la gestione dei rifiuti, la tutela delle acque dall'inquinamento, il servizio idrico integrato e le attività di recupero e smaltimento dei rifiuti. Rappresenta il quadro normativo di riferimento per le imprese operanti nel macrosettore analizzato.
Indicazioni operative
- Rafforzare la prevenzione dei rischi ergonomici e da movimentazione manuale dei carichi: considerato che una quota significativa degli infortuni è associata a movimenti del corpo con o senza sforzo fisico e che le lesioni più frequenti interessano il sistema muscolo-scheletrico, è opportuno valutare periodicamente i rischi ergonomici, introdurre ausili meccanici e promuovere corrette tecniche di movimentazione.
- Migliorare la gestione del rischio di caduta e inciampo: scivolamenti e inciampamenti rappresentano una delle principali cause di infortunio nel settore. Le organizzazioni dovrebbero adottare procedure di controllo e manutenzione delle aree di lavoro, garantire adeguata illuminazione e utilizzare pavimentazioni e calzature antiscivolo ove necessario.
- Incrementare la formazione sull'uso sicuro di mezzi e attrezzature: poiché una quota rilevante degli eventi lesivi e dei casi mortali è riconducibile alla perdita di controllo di mezzi e attrezzature di movimentazione, è fondamentale investire nella formazione e nell'addestramento degli operatori, verificandone periodicamente le competenze.
- Prestare particolare attenzione alle attività di raccolta dei rifiuti: essendo il comparto che concentra la maggior parte degli infortuni del settore, la raccolta dei rifiuti dovrebbe essere oggetto di specifici programmi di prevenzione, con monitoraggio dei near miss, analisi degli incidenti ricorrenti e verifica dell'organizzazione del lavoro e dei turni.
- Promuovere una cultura della sicurezza basata sull'analisi dei dati: l'esame sistematico degli infortuni, dei mancati incidenti e degli indicatori di sicurezza consente di individuare tempestivamente le criticità e definire azioni correttive mirate. La condivisione dei risultati con lavoratori, preposti e dirigenti favorisce inoltre una maggiore consapevolezza dei rischi presenti.
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