L’Intelligenza artificiale sotto la lente del Consiglio dei Ministri
A cura della Redazione
Il Consiglio dei Ministri, con il comunicato stampa n. 177, fa sapere che il 10 giugno è stato esaminato e approvato in esame preliminare un decreto legislativo riguardante l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento del parlamento europeo e del Consiglio in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione.
Alla base c’è la promozione dell’innovazione tecnologica con la parallela necessità di governarla dentro una visione antropocentrica in diversi settori, compreso quello dei rapporti di lavoro. È intenzione dell’Italia dotarsi di un quadro normativo nazionale organico sull’intelligenza artificiale, fin dalla precedente legge n. 132/2025.
Si tratta di assicurare l’attuazione dell’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689) nell’ordinamento nazionale, non sovrapporre altro. L’impostazione antropocentrica si traduce in un quadro di garanzie perché l’innovazione tecnologica resti a servizio della persona e dei suoi diritti fondamentali.
Al punto 2 viene presa in considerazione la tutela dei lavoratori dichiarando che l’AI può supportare in processi di analisi e organizzazione, ma non può sostituirsi alla valutazione umana in scelte che coinvolgono i diritti fondamentali della persona.
Il decreto delegato in materia di Lavoro prevede che “le decisioni concernenti la costituzione, la modifica o la risoluzione del rapporto di lavoro, compresi provvedimenti disciplinari e licenziamenti, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato. La decisione finale è riservata a una persona fisica dotata di poteri decisionali”.
Il ricorso all’intelligenza artificiale deve esplicarsi entro un presidio di conformità all’AI ACT europeo, al dettato costituzionale e alle norme italiane che la riguardano. In particolare:
- Prima dell’avvio del trattamento dei dati, il datore di lavoro deve adempiere agli obblighi informativi previsti dalla normativa vigente.
- Il lavoratore ha diritto, su richiesta e con l’intervento di una persona fisica, a una motivazione intelligibile della decisione che lo riguarda.
- La motivazione deve indicare l’eventuale incidenza del sistema di IA sul processo decisionale e i principali parametri considerati.
- Restano fermi il diritto di accesso ai dati.
- Il licenziamento intimato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata è nullo.
Riproduzione riservata ©