Lavorazione dei metalli: l’analisi infortunistica e uno spaccato su tutto il manifatturiero
A cura della Redazione
Nel numero di maggio di “Dati Inail”, l’istituto raccoglie l’analisi sulle denunce nel settore della fabbricazione dei metalli, un settore strategico e che si conferma anche nei numeri rappresentativo dell’andamento nazionale.
Cosa tratta:
Inail dedica l’ultimo approfondimento sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali al settore della fabbricazione di prodotti in metallo (Ateco C5), che rappresenta uno dei pilastri dell’industria nazionale, a metà fra la siderurgia e comparti strategici come la costruzione di macchinari, l’automotive, l’edilizia.
Il documento riporta anche l’andamento economico ed occupazionale del settore, che evidenzia solidità e una crescita nel tempo in termici di fatturato, valore creato, e numero di occupati, cresciuti in due anni di 30.000 unità.
Il documento approfondisce infine il tema della formazione obbligatoria per l’utilizzo dei diisocianati, spesso contenuti in prodotti utilizzati per il trattamento dei metalli (vernici, rivestimenti e sigillanti).
Gli infortuni del periodo 2020-2024
Nel quinquennio preso in considerazione, si sono registrati 82.778 infortuni, il numero più alto fra tutti i comparti della sezione Ateco C. Considerando anche che il settore preso in esame è caratterizzato da attività e rischi tipici del manifatturiero, appare evidente che ci troviamo di fronte ad un settore particolarmente rappresentativo, i cui dati ci forniscono un quadro più ampio.
Infatti, i numeri del periodo 2020-2024 risultano in linea con i dati nazionali complessivi e con il comparto manifatturiero:
- Le denunce di infortunio oscillano, senza variazioni sostanziali;
- Gli infortuni mortali sono rimasti pressoché costanti fra 2020 e 2023, subendo un’impennata nel 2024 (50 vittime);
- Crescono gli infortuni in itinere, ma la componente di infortuni avvenuti in occasione di lavoro rimane prevalente (86,2% nel 2024);
- La componente maschile è prevalente, che resta superiore al 95% degli infortunati;
- Nel Nord -EST si sono registrate il 43,2% delle denunce e nel nord, complessivamente, sono avvenuti quasi l’80% degli infortuni.
I dati sono coerenti, considerando che la maggior parte delle mansioni a rischio maggiore vengono svolte da lavoratori maschi e che gli occupati si concentrano nel centro-nord.
Le tipologie di infortunio più frequenti
Andando invece a vedere le cause riconducibili agli infortuni, vediamo la distribuzione nella tabella sotto. I dati sono relativi al 2024, ottenuti con l’ausilio delle variabili Esaw.
| Cause di infortunio in occasione di lavoro – Anno 2024 | |
| Perdita di controllo totale o parziale di una macchina, di un mezzo di trasporto, di un utensile a mano o di un oggetto | 31,1% |
| Movimento del corpo senza sforzo fisico | 25,6% |
| Movimento del corpo sotto sforzo fisico | 18,2% |
| Rottura, frattura, scoppio dell’agente materiale | 11,3% |
| Scivolamento o inciampamento | 9,7% |
| Altro | 4,1% |
Complisce il dato sulla sede della lesione: nel 43,1% dei casi si tratta della mano, le altre parti del corpo non arrivano singolarmente al 10%.
Malattie professionali in crescita
Nel caso delle tecnopatie, l’andamento rilevato è chiaramente in crescita: fra il 2023 e il 2024 sono state effettuate il 21,3% in più di denunce e anche i dati provvisori del 2025 mostrano numeri in aumento.
Come per gli infortuni, la maggior parte dei lavoratori che denunciano sono di genere maschile. Più del 70% dei lavoratori ha un’età compresa fra i 50 e 64 anni, percentuale che ritroviamo sia nella componente maschile che femminile.
Significativa è la percentuale di lavoratori stranieri, 14 % di cui 77% provenienti da paesi extra-UE.
Fra le attività più a rischi vediamo il trattamento e rivestimento dei metalli, soprattutto per l’esposizione ad agenti chimici pericolosi.
Le patologie più diffuse
Le denunce relative alle tecnopatie sono rappresentative dei rischi a cui sono esposti i lavoratori del comparto:
- Movimentazione manuale dei carichi;
- Rumore;
- Uso di agenti chimici pericolosi.
Nel 2024, più del 66% delle malattie professionali ha coinvolto l’apparato muscolo-scheletrico, il 27,1% in più rispetto al 2023: le più diffuse sono la sindrome della cuffia dei rotatori, le ernie e i disturbi dei dischi intervertebrali.
Il 14% delle tecnopatie è rappresentato dalle malattie che interessano l’orecchio e l’apofisi mastoide, mentre quasi il 12% riguarda problematiche del sistema nervoso. Infatti, l’ipoacusia da rumore rimane una delle patologie più diffuse, insieme al tunnel carpale.
Sono rilavanti, infine, i numeri relativi alle malattie che coinvolgono il sistema respiratori e ai tumori, segno dell’esposizione prolungata di alcuni lavoratori a polveri e sostanze dannose presenti nell’aria nel luogo di lavoro.
Diisocianati: il ruolo della formazione
Come vediamo dai dati sulle malattie professionali del comparto, l’esposizione ad agenti chimici pericolosi come i diisocianati rappresenta una fonte rilevante di rischio.
Riconoscendo il potenziale pericoloso, l’Unione Europea ne ha ristretto l’uso modificando il Regolamento REACH. Il provvedimento permette l’uso di diisocianati in due casi:
- quando vengono utilizzate sostanze con concentrazione di diisocianati, considerati singolarmente e in combinazione, inferiore a 0,1% di peso;
oppure
- quando gli operatori che manipolano diisocianati per usi industriali o professionali sono stati formati per utilizzarli in modo sicuro.
In base all’entità dell’esposizione, sono previsti diversi livelli di formazione, dal livello base (generale) a quello avanzato che illustra applicazioni particolari. I corsi devono essere ripetuti ogni 5 anni.
Conclusioni
L’esposizione a medicinali pericolosi può comportare conseguenze anche gravi per la salute dei lavoratori. La guida della Commissione Europea aiuta lavoratori, datori di lavoro e organizzazioni ad avere maggiore consapevolezza e fornisce indicazioni specifiche per non improvvisare le azioni di prevenzione.
In allegato il documento originale.
COSA DICE LA LEGGE
- D. Lgs. 81/08;
- Regolamento REACH (CE n. 1907/2006): gestione delle sostanze chimiche e schede di sicurezza.
INDICAZIONI OPERATIVE
I dati emessi da Inail ci forniscono informazioni rilevanti per poter effettuare correttamente la valutazione dei rischi, in particolare per le imprese del comparto preso in esame.
- Aggiornare il DVR considerando anche i dati storici di infortuni e malattie professionali del proprio comparto.
- Focalizzare formazione e informazione sui rischi maggiori, ad esempio prevedere una formazione specifica sui rischi di infortunio delle mani.
- Valutare la sostituzione di prodotti contenenti diisocianati e assicurare che i lavoratori esposti siano adeguatamente formati.
- Considerare mansioni, relativi rischi e gruppi omogenei per valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e formazione.
- Prevedere comunicazioni, istruzioni operative e segnaletica comprensibili, anche multilingue ove siano presenti lavoratori stranieri.
- Analizzare i dati della propria organizzazione, per impostare piani di miglioramento e misurare l’efficacia della formazione.
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