Modello 231 : la riforma che può cambiare il modo di prevenire i rischi in azienda

A cura della Redazione

La possibile revisione della disciplina sulla responsabilità degli enti rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni per le organizzazioni italiane. Al centro della riforma emergono temi strategici quali la qualità dei modelli organizzativi, la prevenzione dei reati, il rafforzamento della cultura della sicurezza e una maggiore integrazione tra compliance, governance e sistemi di gestione aziendale. Per RSPP, HSE Manager, HR e vertici aziendali si apre una fase di riflessione che potrebbe trasformare il Modello 231 da semplice presidio documentale a vero strumento di gestione dei rischi.

 COSA TRATTA

La responsabilità amministrativa degli enti è da oltre vent'anni uno degli strumenti più rilevanti del sistema normativo italiano per promuovere organizzazioni più sicure, trasparenti e orientate alla prevenzione. Oggi questa disciplina si avvia verso una possibile revisione organica che, se confermata nel percorso legislativo, potrebbe incidere profondamente sulle modalità con cui le imprese progettano i propri sistemi di controllo interno, gestiscono i rischi e sviluppano la cultura della legalità e della sicurezza.

La direzione che emerge dal progetto di riforma appare chiara: spostare ulteriormente l'attenzione dall'evento illecito alla capacità organizzativa dell'impresa di prevenirlo. Un cambio di prospettiva importante che interessa direttamente non soltanto i responsabili compliance, ma anche RSPP, HSE Manager, HR Manager, dirigenti e datori di lavoro.

Dalla responsabilità dell'ente alla qualità dell'organizzazione

Uno degli aspetti più interessanti della revisione riguarda il rafforzamento del concetto di "colpa di organizzazione". In sostanza, l'attenzione si concentra sempre di più sulle eventuali carenze strutturali dell'azienda che possono favorire comportamenti illeciti o situazioni di rischio.

Si tratta di un principio che il mondo della salute e sicurezza conosce molto bene. Da anni, infatti, la prevenzione moderna non si limita ad analizzare l'errore umano, ma cerca di comprendere le condizioni organizzative che possono favorire incidenti, infortuni, malattie professionali o violazioni normative.

In questa prospettiva, il Modello 231 assume una funzione sempre meno burocratica e sempre più gestionale. Non dovrebbe essere considerato un insieme di procedure da conservare in archivio, ma uno strumento dinamico per identificare, valutare e controllare i rischi aziendali.

Per le organizzazioni più mature, questo significa rafforzare il collegamento tra governance, gestione dei processi, formazione, controllo operativo e monitoraggio continuo delle prestazioni.

Modelli organizzativi più aderenti alla realtà aziendale

Un altro principio destinato ad assumere grande rilevanza riguarda la proporzionalità dei modelli organizzativi. La possibile revisione punta infatti a valorizzare le caratteristiche concrete delle aziende, considerando dimensioni, complessità organizzativa, attività svolte, deleghe di funzione e livello di rischio effettivamente presente.

Si tratta di un approccio particolarmente importante per le piccole e medie imprese, che spesso incontrano difficoltà nell'applicare sistemi progettati per organizzazioni molto più complesse.

Dal punto di vista HSE, ciò potrebbe favorire la diffusione di modelli maggiormente personalizzati e realmente integrati nei processi quotidiani. Una valutazione dei rischi efficace, ad esempio, non può essere uguale per un'azienda manifatturiera, una struttura sanitaria, un'impresa logistica o una società di servizi.

L'efficacia preventiva nasce infatti dall'aderenza tra procedure e attività reali, tra documento e comportamento, tra organizzazione formalmente descritta e organizzazione effettivamente operativa.

In questo contesto assumono crescente importanza gli strumenti digitali per la gestione documentale, il monitoraggio degli audit, la raccolta delle segnalazioni, la verifica delle competenze e la tracciabilità delle attività di controllo. Non come sostituti della cultura della sicurezza, ma come leve che consentono di rendere più efficaci e misurabili i processi organizzativi.

Sicurezza sul lavoro e sistemi di gestione: un rapporto sempre più stretto

Tra gli aspetti di maggiore interesse per il mondo della prevenzione emerge il possibile rafforzamento del collegamento tra i Modelli 231 e i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro conformi alla UNI ISO 45001.

Questo elemento conferma una tendenza ormai consolidata: la sicurezza non viene più considerata come un insieme di adempimenti isolati, ma come parte integrante del sistema di governo aziendale.

L'approccio gestionale previsto dalla norma internazionale si basa infatti su principi pienamente coerenti con la logica preventiva del modello organizzativo: leadership, pianificazione, gestione dei rischi, partecipazione dei lavoratori, miglioramento continuo e verifica delle prestazioni.

Per RSPP e HSE Manager si rafforza quindi la necessità di sviluppare competenze trasversali che spaziano dalla gestione dei processi alla compliance normativa, dall'analisi dei dati alla governance organizzativa.

Le aziende che riusciranno a integrare efficacemente sicurezza, qualità, ambiente, sostenibilità e compliance potranno costruire sistemi più resilienti e maggiormente capaci di prevenire eventi indesiderati.

Il nuovo ruolo della vigilanza e dei controlli interni

La revisione attribuisce particolare attenzione anche alle funzioni di vigilanza e controllo interno. L'obiettivo sembra essere quello di chiarire ruoli, responsabilità e modalità operative degli organismi incaricati di verificare il corretto funzionamento dei modelli organizzativi.

Per le imprese ciò potrebbe tradursi nella necessità di rafforzare i flussi informativi interni, migliorare la qualità delle verifiche periodiche e garantire una maggiore circolazione delle informazioni rilevanti tra le diverse funzioni aziendali.

La prevenzione moderna richiede infatti una lettura integrata dei segnali deboli. Segnalazioni di quasi infortunio, anomalie operative, non conformità, indicatori di clima aziendale e criticità organizzative spesso rappresentano anticipatori preziosi di problemi più gravi.

Le organizzazioni più evolute stanno già lavorando in questa direzione, adottando modelli basati su indicatori predittivi, monitoraggio continuo e sistemi informativi capaci di supportare decisioni più rapide e consapevoli.

Verso una cultura della prevenzione più matura

Al di là degli aspetti giuridici, il messaggio che emerge da questa possibile revisione è soprattutto culturale. La prevenzione non può essere affidata esclusivamente alla capacità di individuare il colpevole dopo un evento. Deve invece concentrarsi sulla costruzione di organizzazioni capaci di ridurre sistematicamente le probabilità che quell'evento si verifichi.

Per questo motivo la sicurezza, la compliance e la governance stanno progressivamente convergendo verso un unico obiettivo: costruire sistemi organizzativi robusti, trasparenti e orientati al miglioramento continuo.

Per gli operatori HSE, per le funzioni HR e per il management aziendale si tratta di una sfida complessa ma anche di un'opportunità concreta per valorizzare il ruolo strategico della prevenzione nella competitività e nella sostenibilità delle organizzazioni.

MODIFICHE AL DVR

I contenuti della futura riforma non comportano automaticamente una revisione del Documento di Valutazione dei Rischi. Tuttavia, qualora l'organizzazione decida di aggiornare il proprio sistema di governance o il Modello 231, può risultare opportuno verificare:

  • coerenza tra DVR, Modello 231 e sistema di gestione della sicurezza;
  • mappatura dei rischi organizzativi che possono influire sui rischi salute e sicurezza;
  • sistema delle deleghe e attribuzione delle responsabilità;
  • flussi informativi tra funzioni aziendali e processi di segnalazione delle criticità;
  • integrazione degli indicatori di performance HSE nel sistema di monitoraggio aziendale.

PROCEDURE DI SICUREZZA

L'evoluzione del quadro organizzativo potrebbe suggerire l'aggiornamento o la revisione di alcune procedure aziendali, in particolare quelle relative a:

  • gestione delle segnalazioni e whistleblowing;
  • audit e verifiche interne;
  • gestione delle deleghe e delle responsabilità;
  • monitoraggio delle non conformità;
  • flussi informativi tra Organismo di Vigilanza, Datore di Lavoro, RSPP e management;
  • riesame periodico dei rischi e dei controlli organizzativi.

COSA DICE LA LEGGE

La disciplina italiana in materia di responsabilità degli enti e salute e sicurezza sul lavoro si fonda principalmente sui seguenti riferimenti:

  • D.Lgs. 231/2001, relativo alla responsabilità amministrativa degli enti per determinati reati commessi nel loro interesse o vantaggio.
  • D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento all'articolo 30 sui Modelli di Organizzazione e Gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
  • Direttiva quadro europea 89/391/CEE, che costituisce il fondamento del sistema prevenzionistico europeo.
  • Norma UNI ISO 45001, quale standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
  • Normativa europea e nazionale sul whistleblowing e sulla protezione del segnalante.

È importante ricordare che le modifiche descritte rappresentano attualmente una proposta di revisione legislativa e non disposizioni già pienamente operative.

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Verificare l'allineamento tra DVR, Modello 231, procedure aziendali e sistema di gestione della sicurezza.
  2. Aggiornare annualmente la mappatura dei processi sensibili e dei rischi organizzativi associati.
  3. Introdurre indicatori misurabili per monitorare formazione, audit, near miss, non conformità e azioni correttive.
  4. Formalizzare flussi informativi periodici tra HSE, HR, compliance, direzione e organismi di controllo.
  5. Valutare la digitalizzazione dei processi di monitoraggio, formazione, segnalazione e gestione documentale per migliorare tracciabilità e verificabilità.
  6. Pianificare verifiche interne almeno semestrali sull'effettiva applicazione delle procedure e non soltanto sulla loro esistenza documentale.
  7. Rafforzare la cultura della segnalazione preventiva, riducendo la probabilità che criticità minori evolvano in eventi rilevanti.
  8. Integrare sicurezza, compliance, sostenibilità e governance in una visione unica di gestione del rischio aziendale.
  9. Sviluppare dashboard con KPI predittivi per anticipare situazioni di vulnerabilità organizzativa.
  10. Costruire una roadmap pluriennale di miglioramento continuo con obiettivi quantitativi, responsabilità assegnate e verifiche periodiche dei risultati.

IL 20% CHE CONTA (PER L'80% DEI RISULTATI)

A. Il vero focus non è il reato, ma l'organizzazione che avrebbe dovuto prevenirlo.

B. Modello 231, DVR e sistema di gestione devono dialogare in modo strutturato.

C. La UNI ISO 45001 rafforza l'approccio gestionale e preventivo della sicurezza.

D. Controlli, audit e flussi informativi sono elementi essenziali per dimostrare l'efficacia dell'organizzazione.

E. Digitalizzazione, monitoraggio continuo e KPI predittivi rappresentano leve strategiche per la prevenzione del futuro.

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