Sicurezza oltre gli indicatori: perché gli incidenti più gravi sfuggono ai numeri

A cura della Redazione

Molte organizzazioni registrano ottimi risultati negli indicatori tradizionali di sicurezza, ma questo non significa necessariamente che i rischi più gravi siano realmente sotto controllo. Gli eventi catastrofici continuano a verificarsi anche in aziende considerate mature dal punto di vista della prevenzione. La sfida per RSPP, HSE Manager, dirigenti e professionisti HR è imparare a guardare oltre i dati più rassicuranti, concentrandosi sulla reale efficacia delle barriere di sicurezza che proteggono persone, impianti e processi.

COSA TRATTA

Quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro, i numeri hanno un ruolo fondamentale. Tassi di infortunio in diminuzione, audit completati, corsi di formazione erogati, segnalazioni raccolte e azioni correttive chiuse sono tutti elementi che contribuiscono a misurare l'impegno di un'organizzazione verso la prevenzione.

Esiste però una domanda che merita una riflessione più profonda: gli indicatori che utilizziamo ogni giorno sono davvero in grado di dirci se stiamo prevenendo gli incidenti più gravi?

L'esperienza dimostra che non sempre è così. Anche organizzazioni caratterizzate da una cultura della sicurezza apparentemente solida, dotate di sistemi di gestione evoluti e di leadership impegnate, possono essere coinvolte in eventi ad alto impatto che sembrano arrivare all'improvviso. In realtà, quasi mai questi eventi nascono dal nulla. Più spesso sono il risultato di una progressiva perdita di efficacia delle barriere di sicurezza, di segnali deboli trascurati o di vulnerabilità che si sono accumulate nel tempo senza essere adeguatamente intercettate.

Uno degli errori più comuni consiste nel confondere la buona gestione della sicurezza quotidiana con il controllo dei rischi maggiori. Le due dimensioni sono certamente collegate, ma non coincidono. Ridurre scivolamenti, urti, piccoli infortuni o mancati infortuni è importante e rappresenta un risultato positivo. Tuttavia, un basso numero di eventi minori non garantisce automaticamente che siano sotto controllo i rischi capaci di provocare esplosioni, incendi, crolli strutturali, rilasci di sostanze pericolose, investimenti multipli o altre situazioni dalle conseguenze devastanti.

Il vero nodo della questione riguarda ciò che accade dietro le quinte dell'organizzazione. Le procedure sono davvero applicate? I sistemi di protezione funzionano nelle reali condizioni operative? Le manutenzioni critiche vengono eseguite con il livello di rigore necessario? Le modifiche tecniche e organizzative vengono valutate per gli effetti che possono avere sui rischi maggiori?Sono domande apparentemente semplici, ma spesso più difficili da gestire rispetto al monitoraggio di un indicatore numerico.Negli ultimi anni si è sviluppata una crescente attenzione verso il concetto di integrità delle barriere di sicurezza. In altre parole, l'attenzione si sta spostando dalla misurazione dei risultati alla valutazione della salute dei sistemi di prevenzione.

Questo cambio di prospettiva rappresenta una delle evoluzioni più importanti nella moderna gestione HSE.Le barriere non sono soltanto dispositivi tecnici. Sono costituite anche da procedure operative, competenze, autorizzazioni al lavoro, processi decisionali, manutenzioni programmate, sistemi di supervisione e controlli organizzativi. Quando una o più di queste difese si indeboliscono, il rischio reale aumenta anche se gli indicatori tradizionali continuano a mostrare prestazioni apparentemente eccellenti.Per questo motivo le organizzazioni più evolute stanno integrando la verifica delle prestazioni con attività di validazione sul campo. Non basta sapere che una procedura esiste.

Occorre verificare che sia realmente compresa, applicata e sostenibile nelle condizioni operative quotidiane.La capacità di osservare il lavoro reale sta diventando uno strumento centrale per comprendere il livello effettivo di esposizione al rischio. Esiste infatti una differenza significativa tra il lavoro immaginato nelle procedure e il lavoro effettivamente svolto dalle persone. Questa differenza non implica necessariamente comportamenti errati; spesso nasce dall'esigenza di adattarsi alle variabili operative, alle urgenze, ai vincoli tecnici o alle pressioni organizzative.

Proprio in questi spazi di adattamento possono svilupparsi vulnerabilità che, nel tempo, riducono l'affidabilità dei sistemi di prevenzione.Anche la leadership svolge un ruolo decisivo. I dirigenti e il management devono essere in grado di distinguere tra un buon risultato statistico e una reale condizione di controllo del rischio. Quando le analisi si concentrano esclusivamente sugli indicatori più favorevoli, può crearsi una pericolosa illusione di sicurezza. Al contrario, una leadership matura ricerca attivamente i segnali di debolezza, incoraggia la segnalazione delle criticità e considera le anomalie come opportunità di apprendimento.In questo percorso la digitalizzazione può offrire un contributo significativo.

L'integrazione di sistemi informativi, piattaforme di monitoraggio, strumenti di raccolta dati sul campo e soluzioni di analisi avanzata consente di ottenere una visione più completa dello stato delle barriere di sicurezza. Informazioni che, se interpretate correttamente, aiutano a individuare precocemente fenomeni di degrado organizzativo e tecnico prima che si trasformino in eventi indesiderati.Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la sicurezza psicologica all'interno dell'organizzazione. Le persone devono sentirsi libere di segnalare criticità, errori, quasi incidenti e situazioni anomale senza timore di conseguenze. Molti grandi incidenti sono stati preceduti da piccoli segnali che qualcuno aveva notato ma che non sono stati adeguatamente ascoltati, raccolti o valorizzati.

La prevenzione degli eventi catastrofici richiede quindi una visione più ampia della sicurezza. Richiede organizzazioni capaci di andare oltre la semplice conformità normativa e di interrogarsi continuamente sulla robustezza dei sistemi che proteggono persone, ambiente e continuità operativa.La domanda più utile non è "Stiamo migliorando i nostri numeri?", ma "Le nostre difese funzioneranno davvero quando saranno chiamate a fare ciò per cui sono state progettate?".È in questa differenza che si gioca gran parte dell'efficacia della prevenzione moderna.

MODIFICHE AL DVR

I contenuti affrontati nell'articolo possono richiedere una revisione del Documento di Valutazione dei Rischi nei seguenti ambiti:

  • Riesame dei rischi ad alta gravità e bassa frequenza.
  • Verifica delle barriere tecniche, organizzative e procedurali associate ai rischi maggiori.
  • Aggiornamento dei criteri di monitoraggio e verifica dell'efficacia delle misure di prevenzione.
  • Inserimento di indicatori capaci di misurare lo stato dei controlli critici e non solo gli eventi accaduti.
  • Analisi delle possibili deviazioni operative rispetto alle modalità di lavoro previste.

PROCEDURE DI SICUREZZA

L'approccio descritto può richiedere l'introduzione o l'aggiornamento di procedure dedicate a:

  • Verifica periodica dell'efficacia delle barriere di sicurezza critiche.
  • Gestione delle anomalie e dei segnali deboli di deterioramento dei controlli.
  • Monitoraggio delle deviazioni operative e delle condizioni di lavoro reali.
  • Segnalazione e gestione dei quasi incidenti e delle condizioni potenzialmente pericolose.
  • Processi di reporting direzionale focalizzati sui rischi maggiori e sulla resilienza dei sistemi di prevenzione.

COSA DICE LA LEGGE

La normativa italiana ed europea richiede un approccio sostanziale alla gestione dei rischi e non una semplice verifica documentale.

  • Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti e di adottare misure di prevenzione e protezione adeguate.
  • L'articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 introduce il principio del miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza.
  • Gli articoli relativi alla valutazione dei rischi richiedono che le misure preventive siano efficaci e aggiornate rispetto all'evoluzione tecnica e organizzativa.
  • La Direttiva Quadro 89/391/CEE promuove un approccio preventivo basato sull'identificazione e sul controllo dei rischi alla fonte.
  • I sistemi di gestione della salute e sicurezza, compresa la norma ISO 45001, enfatizzano la valutazione dei rischi, la leadership e la verifica dell'efficacia delle misure adottate.

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Distinguere chiaramente gli indicatori di sicurezza personale dagli indicatori relativi ai rischi maggiori.
  2. Individuare e classificare le barriere di sicurezza realmente critiche.
  3. Verificare periodicamente sul campo l'effettivo funzionamento dei controlli.
  4. Inserire nelle riunioni di sicurezza momenti dedicati ai rischi ad alto impatto.
  5. Analizzare sistematicamente anomalie, near miss e deviazioni operative.
  6. Favorire una cultura della segnalazione aperta e partecipativa.
  7. Utilizzare strumenti digitali per integrare dati di manutenzione, audit, osservazioni e controlli operativi.
  8. Coinvolgere leadership, preposti e lavoratori nella verifica dell'efficacia delle misure di prevenzione.

Il 20% che conta (per l'80% dei risultati)

La maggior parte delle organizzazioni dedica molto tempo a misurare i risultati della sicurezza. Tuttavia, il vero salto di qualità avviene quando si inizia a monitorare la solidità delle difese che impediscono gli incidenti più gravi.Le lezioni fondamentali da ricordare sono cinque:

  • Un basso numero di infortuni non significa automaticamente basso rischio.
  • I rischi maggiori devono essere identificati e trattati separatamente dagli eventi ordinari.
  • Le barriere di sicurezza devono essere verificate sul campo e non soltanto sulla carta.
  • I segnali deboli e le anomalie rappresentano opportunità preziose di prevenzione.
  • Una leadership che ricerca le vulnerabilità è più efficace di una leadership che osserva solo indicatori positivi.

Concentrarsi su questi principi consente di comprendere gran parte delle dinamiche che portano agli eventi più gravi e di orientare gli investimenti verso ciò che realmente protegge persone, impianti e organizzazioni.

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