Bonifica e gestione dell’amianto

A cura della Redazione

L’amianto rappresenta una delle principali criticità ambientali derivanti dall’eredità industriale ed edilizia del Novecento. Per decenni è stato impiegato in modo estensivo grazie alle sue proprietà tecniche: resistenza al calore, inerzia chimica, elevata durabilità, capacità isolante e contenuto costo di produzione. Tali caratteristiche ne hanno favorito la diffusione in edilizia civile e industriale, nei trasporti, nell’industria manifatturiera e nelle infrastrutture.

Con l’entrata in vigore della Legge 27 marzo 1992, n. 257, che ha disposto la cessazione dell’impiego dell’amianto in Italia, si è aperta una fase nuova: il materiale non è più oggetto di produzione o commercializzazione, ma permane in quantità rilevanti nel patrimonio edilizio esistente. La questione si è quindi progressivamente trasformata da problema produttivo a problema ambientale e gestionale. Oggi la presenza di manufatti contenenti amianto impone un sistema articolato di obblighi che coinvolge:

  • censimento e monitoraggio dello stato di conservazione;
  • pianificazione degli interventi di bonifica;
  • gestione dei rifiuti contenenti amianto (RCA);
  • tracciabilità lungo la filiera del trasporto e dello smaltimento;
  • responsabilità amministrative e penali in caso di gestione non conforme.

Una volta rimosso, l’amianto diventa a tutti gli effetti un rifiuto pericoloso, disciplinato dalla Parte IV del D.Lgs. 152/2006. La fase di bonifica costituisce quindi soltanto uno snodo di un processo più ampio, che prosegue con il corretto confezionamento, il deposito temporaneo, il trasporto tramite soggetti autorizzati e il conferimento in impianti idonei, prevalentemente discariche per rifiuti pericolosi con celle dedicate.

La gestione ambientale dell’amianto assume ulteriore complessità nei casi in cui la contaminazione interessi aree industriali dismesse o siti estesi, con possibile inquadramento nell’ambito delle procedure di bonifica dei siti contaminati e, nei casi più rilevanti, nei Siti di Interesse Nazionale (SIN). In tali contesti, la presenza di amianto si intreccia con analisi di caratterizzazione, valutazioni di rischio e interventi di messa in sicurezza permanente o operativa.

Accanto al profilo ambientale, permane il necessario coordinamento con la disciplina di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare con le disposizioni del D.Lgs. 81/2008 (Titolo IX, Capo III), che regolano le modalità di rimozione e i piani di lavoro. Tuttavia, la corretta gestione dell’amianto non si esaurisce nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cantiere, ma richiede un approccio sistemico alla filiera del rifiuto e alla responsabilità lungo tutte le fasi del ciclo di vita post-utilizzo.

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