La gestione dei near miss
A cura della Redazione
Nel panorama contemporaneo della gestione della salute e sicurezza sul lavoro, il concetto di prevenzione sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Storicamente, l’efficacia dei sistemi di sicurezza aziendali è stata misurata attraverso indicatori reattivi, come l’indice di frequenza e di gravità degli infortuni. Tuttavia, basare la strategia di tutela dei lavoratori esclusivamente sull'analisi degli eventi che hanno già prodotto un danno rappresenta un limite e, sotto certi aspetti, un fallimento etico e gestionale. Intervenire dopo che una lesione si è verificata significa agire quando la barriera protettiva è già stata infranta e il costo umano ed economico è già stato sostenuto.
La moderna ingegneria della sicurezza spinge oggi verso il paradigma della sicurezza proattiva. In questo scenario, il fulcro del sistema non è più l’infortunio accaduto, ma il segnale debole che lo precede. I near miss (o "quasi infortuni") rappresentano la risorsa informativa più preziosa a disposizione. Essi costituiscono una finestra temporale privilegiata che permette di osservare il fallimento di una procedura o di una protezione senza doverne subire le conseguenze nefaste.
Statisticamente, la differenza tra un near miss e un infortunio grave è spesso determinata da variabili non controllabili dall'organizzazione, come il caso, la fortuna o una frazione di secondo. La catena causale, ovvero l'insieme di errori umani, carenze tecniche e mancanze organizzative, è solitamente identica nei due casi. Pertanto, analizzare un quasi infortunio significa studiare la dinamica di un potenziale infortunio mortale con il vantaggio di poter implementare misure correttive a costo zero per l’integrità fisica dei lavoratori.
Nonostante il valore strategico dei near miss, la loro emersione scontra ancora oggi ostacoli di natura culturale e psicologica. Nelle organizzazioni caratterizzate da una "cultura della colpa”, il near miss viene spesso percepito come un errore individuale da nascondere per evitare sanzioni, piuttosto che come un malfunzionamento del sistema da analizzare collettivamente. Il passaggio a una realtà dove la segnalazione è incentivata e l'errore è visto come un’opportunità di apprendimento rappresenta la sfida principale per il management e per le figure della prevenzione.
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