Il rischio stradale in ambito lavorativo: valutazione, responsabilità e prevenzione

A cura della Redazione

Il rischio stradale costituisce una delle principali cause di infortunio grave e mortale in ambito lavorativo. Gli incidenti che avvengono su strada, sia durante lo svolgimento dell’attività lavorativa sia durante gli spostamenti casa‑lavoro, presentano caratteristiche peculiari che li rendono particolarmente critici sotto il profilo della prevenzione.

A differenza di altri rischi tradizionali presenti nei luoghi di lavoro, il rischio stradale si manifesta in un ambiente esterno all’organizzazione, dinamico e non direttamente controllabile. Tuttavia, ciò non ne riduce la rilevanza ai fini della salute e sicurezza sul lavoro, poiché la probabilità di accadimento e la gravità delle conseguenze risultano fortemente influenzate da fattori organizzativi, gestionali e comportamentali riconducibili all’organizzazione del lavoro.

La guida di veicoli aziendali o privati per motivi di lavoro, così come gli spostamenti quotidiani dei lavoratori, espone a rischi elevati dovuti alla compresenza di traffico, variabilità delle condizioni ambientali, interazione con altri utenti della strada e possibile presenza di fatica, stress e calo dell’attenzione. In tali contesti, eventi apparentemente comuni possono rapidamente trasformarsi in incidenti con esiti gravi o irreversibili.

L’esperienza infortunistica evidenzia come il rischio stradale sia spesso sottovalutato, poiché percepito come legato alla sfera della responsabilità individuale del conducente. Questa impostazione risulta, però, superata dagli attuali principi della prevenzione, che impongono di considerare anche i rischi derivanti dall’organizzazione del lavoro, dalle pressioni temporali, dalla pianificazione degli spostamenti e dalle modalità operative adottate.

In particolare, fattori quali carichi di lavoro elevati, orari prolungati, turnazioni gravose, tempi di percorrenza ristretti, utilizzo intensivo del veicolo e carenze formative contribuiscono ad aumentare in modo significativo l’esposizione al rischio stradale. A ciò si aggiunge l’influenza di elementi psico‑sociali come lo stress lavoro‑correlato e la gestione inadeguata della fatica, che incidono direttamente sulle capacità di attenzione e reazione del lavoratore.

Alla luce di tali considerazioni, il rischio stradale deve essere trattato come un rischio lavorativo a tutti gli effetti, rientrante nella valutazione dei rischi prevista dalla normativa vigente e oggetto di specifiche misure di prevenzione e protezione. Una gestione efficace del rischio stradale richiede un approccio integrato che tenga conto delle caratteristiche delle mansioni, dell’organizzazione del lavoro e dei comportamenti, superando la logica emergenziale e reattiva a favore di un modello preventivo strutturato.

Riproduzione riservata ©