La valutazione del rischio aggressioni e violenze professionali
A cura della Redazione
Molestie e violenze sul posto di lavoro sono un rischio concreto e riguardano ogni settore, con conseguenze dirette sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce violenza sul lavoro:
“ciò che riguarda gli incidenti in cui il personale è abusato, minacciato o aggredito in circostanze relative al lavoro, incluso il pendolarismo da e verso il lavoro, con esplicite o implicite conseguenze su salute, sicurezza e benessere.”
Oltre alle vere e proprie aggressioni fisiche, di cui si registrano numeri preoccupanti soprattutto nel settore della sanità e dell’assistenza sociale, il complesso di violenze e molestie sul lavoro può incidere notevolmente sul benessere mentale dei lavoratori.
Dunque, il fenomeno delle molestie e delle violenze contribuisce alla crescita di alcuni dei principali rischi emergenti, come sottolineato da EU-OSHA anche nelle ultime indagini ESENER: i rischi psicosociali.
Le conseguenze sono visibili sia nei numeri degli infortuni, sia nelle denunce di malattie professionali, di cui i casi di disturbi psichici rappresentano ormai una fetta importante.
Valutare questa tipologia di rischi è necessario a livello trasversale, anche se, come vedremo, in alcuni settori è necessaria un’analisi specifica dei possibili episodi da contrastare.
Le misure sono incoraggiate, soprattutto negli ultimi anni, dalla normativa internazionale e nazionale e dagli organismi che si occupano di salute e sicurezza occupazionale.
Vedremo quindi come è possibile prevenire gli episodi a seconda della tipologia di violenza e molestia, del settore e come rilevare tempestivamente i fenomeni per mitigare le conseguenze sulla salute dei lavoratori.
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