Quando il rischio informatico diventa rischio fisico: cybersecurity e sicurezza sul lavoro

A cura della Redazione

Gli impianti produttivi attraversano da anni una profonda trasformazione digitale, con l’adozione di macchine connesse, robotica avanzata, dispositivi IoT (Internet of Things), piattaforme di controllo remoto e sistemi che sfruttano l’intelligenza artificiale. Tutti questi strumenti hanno diversi impatti sulla salute e la sicurezza sul lavoro e ci costringono a rivedere come affrontare il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Da una parte offrono nuove possibilità di eliminare o ridurre alcuni pericoli, dall’altra introducono nuovi rischi, complessità e sfide che devono essere immediatamente affrontate per permettere un’integrazione efficace, che protegga e tenga conto delle esigenze e del benessere dell’uomo.

In questo contesto, la cybersecurity non rappresenta più soltanto una questione di protezione dei dati o di continuità operativa, ma si configura come un elemento essenziale per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

L’integrazione tra tecnologie informatiche e sistemi fisici (i cosiddetti cyber-physical systems) comporta infatti un’esposizione crescente a rischi derivanti da attacchi informatici che possono avere conseguenze dirette e materiali sugli impianti e sulle persone. Un attacco mirato a una macchina o a un impianto industriale connesso può compromettere o disattivare sistemi di sicurezza, alterare parametri di funzionamento o provocare comportamenti imprevisti e pericolosi. Si pensi, ad esempio, al caso di una cella robotizzata in cui vengano bypassati i sistemi di protezione perimetrale, oppure a un impianto chimico in cui vengano manipolati i sistemi di controllo, con conseguente rilascio di sostanze pericolose o perdita di contenimento.

In questo scenario si colloca l’evoluzione del quadro normativo europeo, che riconosce sempre più chiaramente la necessità di integrare i requisiti di cybersecurity con quelli di sicurezza delle macchine e degli ambienti di lavoro. La normativa, quindi, spinge verso una gestione del rischio che supera i modelli e gli scenari più classici e richiede di affrontare in modo sistematico e strutturale tutti i rischi associati all’evoluzione dell’industria 4.0. In un ambiente di lavoro dove le macchine sono interconnesse e connesse alla rete, è necessario valutare anche cosa può accadere nel caso di un attacco informatico intenzionale e quali barriere di sicurezza possono essere compromesse.

Ciò implica nuove responsabilità per datori di lavoro, fabbricanti di macchine e impianti e altri operatori economici e soprattutto nuove competenze per lavoratori e figure che si occupano di SSL, chiamate ad affrontare rischi che passano dalla sicurezza digitale alla sicurezza fisica.

In questo approfondimento, cercheremo di capire i rischi effettivi per i luoghi di lavoro, come le minacce cyber possano tradursi in rischi concreti per i lavoratori e come gli strumenti normativi e di cybersecurity possono evitare conseguenze anche catastrofiche su strutture fisiche e persone.

Riproduzione riservata ©