Carichi, stress e burnout: il quadro EU-OSHA sul personale docente
A cura della Redazione
Carichi di lavoro crescenti, incombenze amministrative, gestione di studenti e famiglie, digitalizzazione, violenza e difficoltà nel conciliare attività professionale e vita privata sono alcuni dei principali fattori di rischio psicosociale individuati dall’EU-OSHA nel settore dell’istruzione.
Di cosa tratta:
La nuova relazione dell’Agenzia europea analizza le condizioni di lavoro di insegnanti, personale accademico e assistenti alla didattica e alla ricerca, individuando misure organizzative e strumenti operativi per prevenire stress, esaurimento emotivo e burnout. Il settore impiega oltre 10 milioni di professionisti nell’Unione europea e circa un insegnante su quattro dichiara che il lavoro incide negativamente sulla propria salute mentale.
Il rapporto “Psychosocial risks in education: understanding work-related factors affecting teachers’ well-being” evidenzia come il lavoro nell’istruzione presenti caratteristiche difficilmente assimilabili a quelle di altri settori.
L’attività didattica richiede infatti un’interazione sociale continua e comporta contemporaneamente impegni cognitivi, organizzativi ed emotivi. Per questo motivo, secondo EU-OSHA, le misure generali di prevenzione devono essere adattate alle specificità delle scuole, delle università e delle altre istituzioni educative.
Tra i principali fattori di rischio individuati rientrano:
- l’elevato carico di lavoro e la pressione legata ai tempi;
- l’aumento delle attività amministrative e degli obblighi non direttamente collegati all’insegnamento;
- la gestione di classi numerose, studenti con bisogni differenti e comportamenti difficili;
- le richieste emotive derivanti dal rapporto con studenti e famiglie;
- la scarsa collaborazione tra colleghi o il limitato sostegno della dirigenza;
- la precarietà contrattuale e le limitate possibilità di progressione professionale;
- la difficoltà di separare il lavoro dalla vita privata;
- la violenza fisica o verbale, il bullismo e il cyberbullismo;
- il rumore, la permanenza prolungata in piedi o seduti e l’inadeguatezza degli spazi di lavoro.
Quasi la metà degli insegnanti europei della scuola secondaria di primo grado dichiara di sperimentare stress sul lavoro. Il 24% segnala conseguenze negative sulla salute mentale e il 22% sulla salute fisica. Particolarmente rilevante è il peso delle attività non didattiche: il lavoro amministrativo risulta una delle principali fonti di stress, insieme alla correzione degli elaborati, alla responsabilità per i risultati degli studenti e alla necessità di adeguarsi continuamente alle richieste delle autorità.
Anche la trasformazione digitale produce effetti ambivalenti. Le tecnologie possono semplificare alcune attività, ma possono anche aumentare il carico cognitivo, il numero delle comunicazioni e il tempo dedicato al lavoro. Il 63% dei professionisti dell’istruzione ha dovuto imparare a utilizzare nuove tecnologie digitali dopo la pandemia, mentre l’introduzione dell’intelligenza artificiale richiede ulteriori competenze tecniche, didattiche ed etiche.
Le conseguenze non riguardano soltanto la salute del singolo. Stress e burnout possono ridurre la qualità della didattica, compromettere il rapporto con gli studenti, aumentare assenze e intenzioni di abbandonare la professione e aggravare la carenza di personale.
Indicazioni operative:
Valutazione dei rischi
L’analisi dei rischi dovrebbe considerare almeno:
- distribuzione dei carichi didattici e amministrativi;
- orari effettivi e attività svolte fuori dall’orario ordinario;
- frequenza delle comunicazioni digitali;
- autonomia decisionale;
- supporto della dirigenza e collaborazione tra colleghi;
- rapporti con studenti e famiglie;
- episodi di aggressione, minaccia o molestia;
- adeguatezza degli spazi, rumore e fattori ergonomici.
EU-OSHA richiama, tra gli strumenti utilizzabili, le piattaforme OiRA, che guidano passo dopo passo nell’individuazione dei pericoli, nella valutazione dei rischi e nella definizione delle misure preventive. Nell’Unione europea sono disponibili 19 strumenti OiRA dedicati al settore dell’istruzione.
Organizzazione del lavoro
- riduzione e razionalizzazione degli adempimenti amministrativi;
- definizione chiara di ruoli e responsabilità;
- programmazione realistica delle attività;
- disponibilità di momenti strutturati per la collaborazione;
- coinvolgimento degli insegnanti nelle decisioni che incidono sul lavoro;
- sostegno della dirigenza nei casi di conflitto o aggressione;
- percorsi di affiancamento per il personale neoassunto;
- formazione digitale svolta durante l’orario di lavoro;
- adeguamento delle risorse alla composizione e alla numerosità delle classi.
Tra le buone pratiche esaminate figura un programma finlandese di peer mentoring, basato su gruppi di quattro-dieci professionisti che si incontrano periodicamente per confrontarsi sui problemi concreti dell’attività. Il modello mira a ridurre l’isolamento e a migliorare la capacità di affrontare i carichi emotivi e organizzativi.
Diritto alla disconnessione
- fasce orarie definite per le comunicazioni;
- periodi nei quali non è richiesto rispondere a e-mail o messaggi;
- regole sull’invio di circolari e comunicazioni nei fine settimana e durante le festività;
- modalità alternative per la gestione delle sole emergenze effettive.
Gestione di comportamenti violenti o offensivi
- canali riservati di segnalazione;
- registrazione e analisi degli episodi;
- assistenza psicologica e legale;
- intervento tempestivo della dirigenza;
- comunicazione con famiglie e autorità competenti;
- misure per evitare colpevolizzazione e sottosegnalazione;
- verifica periodica dell’efficacia delle azioni adottate.
Miglioramento di ambienti e spazi di lavoro
- correzione acustica degli ambienti;
- separazione delle zone destinate ad attività differenti;
- disponibilità di locali tranquilli per preparazione e recupero;
- arredi adeguati;
- alternanza tra attività in piedi e sedute;
- valutazione dell’affaticamento vocale e posturale.
Conclusioni:
Il rapporto EU-OSHA evidenzia che, nel personale docente, i principali rischi psicosociali derivano da carichi di lavoro elevati, compiti amministrativi, richieste emotive, conflitti e scarso supporto organizzativo. La prevenzione deve quindi intervenire sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni concrete in cui si svolge l’attività didattica.
Per maggiori approfondimenti si allega il documento integrale in lingua inglese.
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Allegati
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