CEI EN 50172:2026, quali sono le principali novità?
A cura della Redazione
La CEI EN 50172:2026 è la nuova edizione italiana della norma europea EN 50172:2024, pubblicata dal CEI nel maggio 2026 con il titolo: "Sistemi di illuminazione di emergenza di evacuazione"
Cosa tratta?
Con la pubblicazione della CEI EN 50172:2026 - Sistemi di illuminazione di emergenza di evacuazione, il settore dell'illuminazione di sicurezza compie un importante passo avanti verso una gestione più strutturata e documentata dei sistemi destinati a garantire l'esodo sicuro degli occupanti in caso di emergenza. La norma introduce una serie di novità che incidono non soltanto sulla progettazione e sull'installazione degli impianti, ma soprattutto sulla loro verifica, manutenzione e gestione nel tempo.
L’illuminazione di emergenza rappresenta uno degli elementi fondamentali per la sicurezza degli edifici. In situazioni di guasto dell’alimentazione ordinaria, incendio o altra emergenza, la disponibilità di adeguati livelli di illuminazione lungo le vie di esodo consente alle persone di orientarsi, individuare le uscite e raggiungere un luogo sicuro, riducendo il rischio di panico e di incidenti durante l’evacuazione. Per questo motivo la nuova norma attribuisce particolare importanza alla capacità del sistema di mantenere nel tempo le prestazioni previste in fase progettuale.
La norma si applica a tutti i sistemi di illuminazione di emergenza destinati alle vie di esodo, alle aree aperte con funzione antipanico, alle aree ad alto rischio e alla segnaletica luminosa di sicurezza. Sono inclusi sia i sistemi alimentati da apparecchi autonomi sia quelli ad alimentazione centralizzata, nonché le soluzioni adattive e non adattive.
Tra gli aspetti più significativi introdotti dalla nuova edizione vi sono le prescrizioni relative alla verifica iniziale dell’impianto. Non è più sufficiente accertare che gli apparecchi si accendano correttamente in assenza di alimentazione ordinaria; occorre verificare il corretto posizionamento degli apparecchi, il loro orientamento, la visibilità della segnaletica di sicurezza, l'autonomia prevista, il funzionamento degli eventuali sistemi di monitoraggio e l'assenza di ostacoli che possano compromettere l'efficacia dell'illuminazione di emergenza. L'obiettivo è garantire che il sistema, nel suo complesso, sia realmente in grado di soddisfare le esigenze di evacuazione previste per l'edificio.
Un altro elemento distintivo della CEI EN 50172:2026 riguarda la documentazione tecnica. La norma richiede che il sistema sia accompagnato da una documentazione completa e costantemente aggiornata, in grado di descrivere i criteri progettuali adottati, le caratteristiche dell'impianto, la posizione degli apparecchi, le alimentazioni, i risultati delle verifiche e le eventuali modifiche apportate nel tempo.
La nuova norma rafforza inoltre il concetto di tracciabilità attraverso il mantenimento di un registro dedicato ai sistemi di illuminazione di emergenza. Tale registro può essere conservato in formato cartaceo o elettronico e deve contenere tutte le informazioni relative alle verifiche eseguite, alle prove funzionali, ai guasti rilevati, alle azioni correttive adottate e alle modifiche effettuate sull'impianto.
La CEI EN 50172:2026 ridefinisce anche le modalità e la frequenza delle verifiche periodiche, introducendo un sistema di controlli articolato su più livelli. Per i sistemi ad alimentazione centralizzata sono previste:
- verifiche giornaliere dello stato del sistema e degli eventuali dispositivi di monitoraggio;
- verifiche mensili, comprendono una prova funzionale mediante simulazione della mancanza dell'alimentazione ordinaria, al fine di verificare l'attivazione degli apparecchi di emergenza;
- verifiche annuali, comprendono controlli più approfonditi, finalizzati ad accertare l'integrità degli apparecchi, il corretto funzionamento del sistema e il mantenimento dell'autonomia prevista dal progetto;
- verifiche quinquennali illuminotecniche, necessarie per accertare che i livelli di illuminamento richiesti dalle norme tecniche siano ancora garantiti nelle reali condizioni di esercizio dell'edificio.
La norma introduce inoltre specifici allegati tecnici che forniscono indicazioni operative per supportare progettisti, manutentori e responsabili tecnici chiamati a garantire il rispetto delle prestazioni richieste dalla normativa.
In conclusione, la CEI EN 50172:2026 stabilisce che la conformità non dipende più esclusivamente dalla presenza di apparecchi di emergenza installati correttamente, ma dalla capacità di dimostrare nel tempo che il sistema è stato verificato, mantenuto e documentato secondo procedure strutturate.
Quando?
La precedente edizione, la CEI EN 50172:2006, mantiene validità fino a maggio 2027, creando un periodo transitorio durante il quale coesistono i due riferimenti normativi.
La pubblicazione della nuova edizione non determina una sostituzione istantanea di tutto il quadro precedente.
Tuttavia, per i sistemi di illuminazione di emergenza progettati o realizzati oggi, è buona prassi adottare fin da subito la nuova CEI EN 50172:2026, che rappresenta lo stato dell'arte tecnico attualmente riconosciuto.
Cosa dice la legge?
- D.Lgs. 81/2008: Allegato IV prevede che le vie e le uscite di emergenza che necessitano di illuminazione siano dotate di un sistema di illuminazione di sicurezza adeguato e in grado di entrare in funzione in caso di guasto dell'impianto ordinario.
- Codice di prevenzione incendi: l'illuminazione di emergenza rientra inoltre tra le misure di protezione previste dal DM 3 agosto 2015, in particolare nell'ambito della strategia antincendio relativa all'esodo degli occupanti.
- DM 3 settembre 2021: disciplina i criteri generali per la gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.
- UNI EN 1838:2025: definisce i requisiti prestazionali dell'illuminazione di emergenza.
Indicazioni operative
- Eseguire una verifica di conformità degli impianti esistenti: le organizzazioni dovrebbero effettuare un audit tecnico dei sistemi di illuminazione di emergenza già installati per verificare la corrispondenza tra stato di fatto, documentazione disponibile e requisiti introdotti dalla nuova norma. Particolare attenzione dovrebbe essere posta alla copertura delle vie di esodo, alla visibilità della segnaletica luminosa, all'autonomia degli apparecchi e all'eventuale presenza di ostacoli che possano compromettere l'efficacia dell'illuminazione.
- Aggiornare la documentazione tecnica dell'impianto: è opportuno verificare che siano disponibili e aggiornati planimetrie, schemi impiantistici, caratteristiche degli apparecchi, risultati delle verifiche e registrazioni degli interventi manutentivi. La documentazione deve rappresentare fedelmente l'impianto esistente e consentire di dimostrare la corretta gestione del sistema durante audit, controlli ispettivi o verifiche antincendio.
- Istituire o digitalizzare il registro dei controlli: la tenuta del registro delle verifiche e della manutenzione diventa un elemento fondamentale per dimostrare la conformità e la corretta gestione dell'impianto. Le organizzazioni dovrebbero adottare un registro, preferibilmente informatizzato, nel quale registrare prove funzionali, guasti, anomalie riscontrate, interventi correttivi e modifiche apportate al sistema. Una gestione digitale facilita la tracciabilità delle attività e la disponibilità immediata delle evidenze documentali.
- Riesaminare il piano di manutenzione e delle verifiche periodiche: le nuove prescrizioni relative a controlli giornalieri, mensili, annuali e quinquennali impongono una revisione dei programmi manutentivi esistenti. È consigliabile predisporre un piano formalizzato che assegni responsabilità, frequenze e modalità di esecuzione delle verifiche, assicurando il rispetto delle periodicità previste dalla norma e la corretta registrazione dei risultati.
- Integrare l'illuminazione di emergenza nel sistema di gestione della sicurezza: l'illuminazione di emergenza dovrebbe essere considerata una misura di sicurezza da gestire nell'ambito dei processi HSE e della prevenzione incendi. È quindi opportuno coinvolgere RSPP, responsabili tecnici, manutentori e professionisti antincendio nella definizione di procedure operative, programmi di verifica e attività di miglioramento continuo.
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