Coinvolgimento RLS e maturità dei sistemi di prevenzione: l’indagine INAIL

A cura della Redazione

L’Inail ha pubblicato le prime evidenze dell’indagine campionaria “Inchiesta-RLS”, dedicata al ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza a livello aziendale, territoriale e di sito produttivo. Lo studio mostra un quadro fortemente differenziato: accanto a organizzazioni caratterizzate da sistemi di prevenzione maturi e da un’effettiva partecipazione dei RLS, persistono numerosi contesti nei quali il coinvolgimento della rappresentanza dei lavoratori rimane debole o prevalentemente formale.

Di cosa tratta:

L’indagine, coordinata dal Politecnico di Milano e finanziata dall’Inail, ha coinvolto 1.024 RLS aziendali, 174 RLS territoriali e diversi casi studio relativi ai rappresentanti territoriali e di sito produttivo. L’obiettivo è analizzare le condizioni nelle quali operano RLS, RLST e RLSSP, il loro grado di partecipazione ai processi di prevenzione e il rapporto tra maturità dei sistemi aziendali di salute e sicurezza e prestazioni prevenzionistiche.

Dai risultati emerge una significativa polarizzazione. Il 38% delle organizzazioni rientra in un modello definito “bloccato”, caratterizzato da una ridotta maturità del sistema di prevenzione e da una scarsa partecipazione del RLS. Il 36% presenta invece un modello “virtuoso”, nel quale sistemi di prevenzione strutturati si accompagnano a un elevato coinvolgimento della rappresentanza dei lavoratori. Nel restante campione, il 10,5% delle organizzazioni presenta sistemi di prevenzione maturi ma una bassa partecipazione del RLS, mentre nel 15% dei casi il rappresentante risulta attivo anche in presenza di un’organizzazione prevenzionistica ancora poco sviluppata.

Lo stress lavoro-correlato è il rischio maggiormente percepito dai RLS, seguito dai rischi biomeccanici ed ergonomici e dai rischi fisici. La percezione cresce soprattutto nelle organizzazioni di maggiori dimensioni e nei settori sanitario, finanziario e dei trasporti.

L’indagine evidenzia inoltre che la valutazione dei rischi considera più frequentemente condizioni quali gravidanza e disabilità, mentre risultano meno analizzati fattori come età, genere, provenienza geografica e tipologia contrattuale.

Un ulteriore ambito di attenzione riguarda la digitalizzazione. Secondo una quota rilevante dei RLS, l’impiego di tecnologie digitali può determinare un aumento dei ritmi e del controllo sul lavoro, oltre a incidere sull’autonomia e sull’organizzazione delle attività.

Il coinvolgimento dei RLS:

Le attività nelle quali i RLS risultano maggiormente coinvolti sono:

  • l’informazione dei lavoratori;
  • la formulazione di proposte di miglioramento;
  • la segnalazione delle criticità;
  • la partecipazione alla valutazione dei rischi.

Proprio con riferimento alla valutazione dei rischi, tuttavia, l’indagine segnala che in circa metà delle organizzazioni la partecipazione del RLS appare ancora superficiale o limitata.

Tra le principali esigenze indicate dai rappresentanti figurano un maggiore accesso ai dati e alla documentazione aziendale, una formazione ulteriore rispetto a quella obbligatoria e il rafforzamento delle procedure interne di segnalazione e risposta.

La formazione richiesta non riguarda esclusivamente gli aspetti giuridici, ma anche i rischi psicosociali, la valutazione dei carichi di lavoro e le trasformazioni legate alla digitalizzazione.

Il ruolo dei RLS territoriali e di sito produttivo:

Nelle imprese di minori dimensioni, soprattutto artigiane ed edili, la gestione della salute e sicurezza risulta generalmente meno strutturata. Sono meno diffusi i sistemi di gestione certificati, l’analisi degli eventi è spesso occasionale e la formazione tende a limitarsi agli adempimenti obbligatori.

In questi contesti, l’attività del RLST si concentra prevalentemente sulle visite aziendali, sull’accesso alla documentazione e sulla segnalazione di criticità, mentre il coinvolgimento nei processi decisionali rimane generalmente ridotto.

I casi studio evidenziano anche il possibile valore del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo nei contesti caratterizzati dalla presenza contemporanea di più imprese, appalti e subappalti. L’efficacia di questa figura aumenta quando sono presenti protocolli formalizzati, tavoli di monitoraggio e rapporti strutturati con gli organi di vigilanza.

Indicazioni operative:

  • coinvolgere il RLS fin dalle prime fasi della valutazione dei rischi;
  • garantire accesso tempestivo e comprensibile ai dati su infortuni, malattie professionali e near miss;
  • documentare le consultazioni e le proposte formulate;
  • assicurare tempi, strumenti e risorse adeguati allo svolgimento dell’incarico;
  • prevedere percorsi formativi aggiuntivi sui rischi emergenti e psicosociali;
  • rafforzare il raccordo tra RLS, RSPP, medico competente, lavoratori e datore di lavoro;
  • favorire il coordinamento tra rappresentanti aziendali, territoriali e di sito nei contesti multi-impresa.

Conclusioni:

L’indagine conferma che la presenza del RLS, da sola, non è sufficiente a determinare migliori prestazioni di salute e sicurezza. L’efficacia della rappresentanza dipende dal livello di maturità dell’organizzazione, dalla disponibilità delle informazioni, dalla qualità delle relazioni interne e dal concreto riconoscimento del ruolo.

Partecipazione, collaborazione tra le figure della prevenzione e integrazione dei RLS nei processi decisionali rappresentano quindi elementi centrali per rendere il sistema aziendale di salute e sicurezza più consapevole, inclusivo ed efficace.

 

Per maggiori approfondimenti si allega il documento pubblicato da INAIL.

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