Energia sostenibile, approvato alla Camera il DDL Nucleare

A cura della Redazione

Il 4 giugno 2026 la Camera ha approvato il disegno di legge sul cosiddetto nucleare sostenibile: qualora passasse anche il Senato, il provvedimento potrebbe portare grandi novità nella strategia energetica nazionale.

Cosa tratta:

Dopo l’approvazione della commissione Ambiente e Attività produttive, la Camera ha votato il disegno di legge sul nucleare con 155 favorevoli, 8 astenuti e 86 contrari. Il Governo spera di chiudere l’iter in Senato entro la pausa estiva, per poi dedicarsi ai decreti attuativi entro fino anno.

Il provvedimento arriva ad un anno dall’adesione dell’Italia all’Alleanza Nucleare UE, che permette al Paese di aderire a progetti finanziati dall’Unione, come i mini-reattori nucleari modulati (SMR).

Lo scopo

L’attuale contesto internazionale, dove l’approvvigionamento di carburanti fossili è sempre più difficoltoso, a causa dei conflitti fra Russia e Ucraina e in Medioriente, ha costretto diversi Paesi UE, fra cui l’Italia, a rivedere il piano energetico.

Risulta sempre più chiaro come l’energia nucleare sia strategica in questo momento storico: la scarsità di gas e petrolio ha impatto minore su Paesi come la Spagna e la Francia, dove gli impianti nucleari continuano ad essere mantenuti, in quanto essenziali per mantenere un mix energetico bilanciato.

Inoltre, anche sempre più anche le associazioni ambientaliste riconoscono il valore dell’energia nucleare nella transizione ecologica, per poter supportare un fabbisogno energetico crescente insieme alle fonti rinnovabili.

Le tecnologie prioritarie

Il provvedimento conferma la chiusura dei vecchi impianti in fase di smantellamento dal referendum del 1987, salvo valutare la possibilità di conversione, e punta alle tecnologie più innovative e sostenibili, supportate anche dall’UE:

  • SMR (Small Modular Reactors), piccoli impianti di tecnologie di III generazione a potenza ridotta (50-330 MWe), ma che offrono buona flessibilità permettendo una costruzione modulare;
  • AMR (Advanced Modular Reactors), che erogano range di potenza simili agli SMR, ma sfruttano tecnologie di IV generazione come i reattori a sali fusi;
  • MMR (Micro Modular Reactors) i micro-reattori fino a 20 MWe.

Inoltre, il DDL nomina l’energia prodotta fusione nucleare.

Su cos’altro interviene il DDL

Fra i temi che dovranno affrontare i futuri decreti attuativi vediamo anche:

  • La produzione di idrogeno da energia nucleare;
  • La gestione del combustibile esaurito (ricordiamo che in Italia non esiste ancora un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi);
  • I piani di sicurezza nucleare;
  • La riorganizzazione degli enti competenti.

Nel progetto, il Governo dovrà anche includere il rafforzamento della formazione di tecnici, ingegneri e ricercatori, per sostenere con competenza il nuovo piano energetico e lo sviluppo tecnologico.

Viene inoltre data la possibilità ai Comuni di autocandidarsi per ospitare i nuovi impianti.

Tutela della salute e sicurezza

Sebbene in Italia esista sempre una normativa in ambito di radioprotezione (D.Lgs. 101/2020), se il DDL diventasse legge, dovrebbero essere introdotte misure ulteriori per la tutela dei lavoratori e della popolazione.

Ricordiamo che gli standard di sicurezza degli impianti nucleari sono fissati da organismi indipendenti come la IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e l’EURATOM (Comunità Europea dell'Energia Atomica) e le relative direttive.

Conclusioni

Il provvedimento mette fra le priorità l’arricchimento del mix energetico, come soluzione per affrontare le difficoltà di approvvigionamento dei carburanti fossili, ma risulta strategico anche per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

Gli ulteriori sviluppi saranno cruciali per capire quale sarà la direzione presa per il futuro piano energetico nazionale.

In allegato disegno di legge appena approvato.

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