Etica della sicurezza: quando l’HSE diventa la coscienza critica dell’organizzazione
A cura della Redazione
La sicurezza sul lavoro non è soltanto una questione di norme, procedure e adempimenti. Dietro ogni decisione organizzativa esiste una dimensione etica che influenza il modo in cui vengono gestiti i rischi, tutelate le persone e affrontate le criticità operative. Per RSPP, HSE Manager e professionisti delle risorse umane, comprendere il ruolo dell’etica professionale significa assumere una funzione strategica all’interno dell’impresa: non solo garantire la conformità normativa, ma contribuire a costruire organizzazioni più responsabili, sostenibili e attente al valore della vita umana.
COSA TRATTA
L’etica professionale rappresenta uno dei temi più rilevanti, e al tempo stesso meno discussi, nel mondo della salute e sicurezza sul lavoro. In un contesto economico in cui lavoratori, clienti, investitori e comunità locali prestano crescente attenzione al comportamento delle organizzazioni, la capacità di assumere decisioni corrette dal punto di vista etico sta diventando un elemento distintivo della leadership aziendale.
Per chi opera nell’ambito HSE, il tema assume una valenza ancora più significativa. La sicurezza, infatti, si trova quotidianamente al confine tra esigenze produttive, obiettivi economici, vincoli organizzativi e tutela delle persone. È proprio in questo spazio decisionale che emerge il valore dell’etica professionale.
Sicurezza ed etica: un legame inscindibile
Quando si parla di etica professionale si fa riferimento a quell'insieme di principi che guidano il comportamento di una persona nello svolgimento della propria attività lavorativa. Per le professioni caratterizzate da una forte responsabilità sociale, come quelle legate alla salute e sicurezza sul lavoro, tali principi assumono un'importanza ancora maggiore.
Il professionista HSE non si limita a verificare la conformità a una disposizione normativa. Il suo ruolo consiste nel valutare le conseguenze delle decisioni organizzative, individuare rischi emergenti e contribuire alla protezione delle persone anche quando tali rischi non sono ancora espressamente disciplinati da una norma o da una procedura.
In questo senso, l'etica professionale diventa un complemento fondamentale della competenza tecnica. Un'organizzazione può infatti essere formalmente conforme alle disposizioni legislative ma trovarsi comunque in una situazione di fragilità etica, qualora le decisioni vengano assunte privilegiando esclusivamente logiche economiche o produttive.
L'HSE Manager moderno è chiamato a svolgere un ruolo sempre più vicino a quello di consulente strategico del management, contribuendo alla costruzione di una cultura organizzativa fondata sulla prevenzione, sulla trasparenza e sulla responsabilità.
Oltre le regole: il valore dei principi
Uno degli aspetti più interessanti emersi nel dibattito internazionale sull'etica professionale riguarda la differenza tra approcci basati sulle regole e approcci fondati sui principi.
Le regole sono necessarie e rappresentano la base della conformità. Tuttavia, qualsiasi sistema esclusivamente fondato su prescrizioni rigide rischia di mostrare limiti quando emergono situazioni nuove, complesse o impreviste.
I principi, invece, consentono una maggiore capacità di adattamento. Concetti quali tutela della vita, dignità della persona, responsabilità, correttezza professionale e prevenzione del danno permettono di orientare le decisioni anche in contesti non espressamente previsti dalle procedure aziendali.
Per questo motivo le organizzazioni più evolute stanno progressivamente integrando nei propri sistemi di gestione elementi di cultura etica, leadership responsabile e partecipazione attiva dei lavoratori, superando una visione meramente burocratica della sicurezza.
Il rischio dei pregiudizi nelle indagini sugli incidenti
Uno degli aspetti più delicati del lavoro di un professionista della sicurezza riguarda l'analisi degli infortuni, dei near miss e degli eventi indesiderati.
In molte organizzazioni persiste la tendenza ad attribuire l'errore principalmente al comportamento del lavoratore. Questo approccio rischia però di semplificare eccessivamente fenomeni molto più complessi.
La moderna cultura della sicurezza, in linea con i principi della Human and Organizational Performance (HOP), invita a considerare il contesto nel quale il comportamento si sviluppa. Carichi di lavoro eccessivi, procedure poco chiare, supervisione insufficiente, formazione inefficace, pressioni produttive o criticità organizzative possono influenzare significativamente le prestazioni delle persone.
L'etica professionale impone quindi al professionista HSE di mantenere un approccio imparziale, evitando giudizi affrettati e promuovendo analisi oggettive basate sui fatti e sulle evidenze.
L'impiego di sistemi digitali per la raccolta dati, la gestione dei near miss e l'analisi degli indicatori può contribuire a limitare i bias decisionali e migliorare la qualità delle indagini.
Quanto rischio siamo disposti ad accettare?
Ogni organizzazione, consapevolmente o meno, effettua quotidianamente valutazioni sul livello di rischio considerato accettabile.
La scelta di investire in una protezione aggiuntiva, implementare un nuovo sistema di monitoraggio, sostituire una macchina obsoleta o rinviare un intervento manutentivo implica sempre una valutazione tra costi, benefici e livello di rischio residuo.
Dal punto di vista etico emerge una domanda fondamentale: chi sopporta realmente quel rischio?
La normativa europea e italiana stabilisce chiaramente che la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori deve costituire un principio prioritario. Tuttavia, nella realtà operativa, le decisioni aziendali richiedono spesso una gestione equilibrata delle risorse disponibili.
Il compito della funzione HSE consiste nel rendere tali decisioni quanto più possibile trasparenti, documentate e supportate da valutazioni tecniche solide, evitando che logiche di breve periodo possano compromettere la tutela delle persone.
La normalizzazione della devianza: il pericolo invisibile
Tra i fenomeni più insidiosi per qualsiasi organizzazione vi è la cosiddetta normalizzazione della devianza.
Si tratta di quel processo graduale attraverso il quale comportamenti inizialmente considerati anomali o rischiosi finiscono per essere accettati perché ripetuti nel tempo senza conseguenze apparenti.
La procedura non viene seguita completamente, ma non accade nulla. Un dispositivo di sicurezza viene temporaneamente escluso e la produzione continua regolarmente. Una manutenzione viene rinviata e non si verificano guasti immediati.
Con il passare del tempo queste deviazioni diventano la nuova normalità.
Molti grandi incidenti industriali, analizzati dalla letteratura tecnica e dagli organismi europei che si occupano di sicurezza dei processi, mostrano proprio questa dinamica: l'assenza di eventi negativi viene erroneamente interpretata come prova dell'assenza di rischio.
Per contrastare tale fenomeno è necessario sviluppare sistemi di monitoraggio capaci di intercettare indicazioni deboli, segnalazioni dei lavoratori, comportamenti ricorrenti, near miss e scostamenti procedurali prima che evolvano in eventi gravi.
Anche in questo caso, strumenti digitali di reporting e piattaforme per la gestione integrata della sicurezza possono costituire un supporto importante, purché accompagnati da una cultura organizzativa realmente orientata all'ascolto.
L'HSE Manager come leadership etica del cambiamento
La figura del professionista della sicurezza sta evolvendo rapidamente.
Accanto alle tradizionali competenze normative e tecniche stanno assumendo crescente rilevanza competenze trasversali quali leadership, comunicazione, gestione del cambiamento, analisi dei dati e capacità di influenza organizzativa.
L'HSE Manager del prossimo decennio sarà sempre meno un controllore e sempre più un facilitatore di decisioni sostenibili. Dovrà essere in grado di dialogare con il management, comprendere le logiche del business e trasformare la sicurezza in un valore condiviso, contribuendo al miglioramento delle performance aziendali.
In questa prospettiva, l'etica professionale non rappresenta un elemento accessorio ma il fondamento stesso della credibilità tecnica e manageriale della funzione HSE.
MODIFICHE AL DVR
I contenuti trattati nell'articolo possono rendere opportuna una revisione di alcune sezioni della valutazione dei rischi, in particolare:
- Analisi dei fattori organizzativi e gestionali che influenzano i comportamenti.
- Valutazione dei near miss e degli eventi senza danno.
- Rischi derivanti dalla normalizzazione delle deviazioni operative.
- Fattori umani e organizzativi.
- Sistemi di segnalazione e gestione delle anomalie.
- Indicatori predittivi di sicurezza e monitoraggio continuo.
PROCEDURE DI SICUREZZA
Le organizzazioni possono valutare l'aggiornamento o l'introduzione delle seguenti procedure:
- Procedura per la gestione dei near miss.
- Procedura di escalation delle segnalazioni di sicurezza.
- Procedura di analisi degli incidenti basata sulle cause organizzative.
- Procedura di verifica periodica delle deviazioni operative.
- Procedura di riesame etico delle decisioni che comportano accettazione di rischi residui.
- Procedura di monitoraggio degli indicatori predittivi HSE.
COSA DICE LA LEGGE
La normativa italiana ed europea non utilizza espressamente il termine "etica professionale" nel contesto della salute e sicurezza sul lavoro, ma molti principi fondamentali ne costituiscono l'applicazione concreta.
- Il D.Lgs. 81/2008 pone al centro la tutela della salute e della sicurezza come obbligo primario del datore di lavoro.
- Gli articoli relativi alla valutazione dei rischi impongono un approccio preventivo e non meramente reattivo.
- I principi generali della prevenzione previsti dall'art. 15 del D.Lgs. 81/2008 richiedono l'eliminazione o la riduzione dei rischi alla fonte.
- La Direttiva Quadro 89/391/CEE introduce il principio della responsabilità datoriale nella protezione dei lavoratori.
- Le norme ISO 45001 valorizzano leadership, partecipazione dei lavoratori, miglioramento continuo e cultura organizzativa.
- Le disposizioni in materia di whistleblowing e segnalazione degli illeciti rafforzano la tutela di chi evidenzia criticità organizzative.
- I modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001 attribuiscono crescente importanza ai principi etici e ai sistemi di controllo interno.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Analizzare trimestralmente tutti i near miss e identificare almeno tre cause organizzative ricorrenti.
- Misurare e monitorare il numero di deviazioni procedurali segnalate rispetto a quelle corrette.
- Introdurre una verifica periodica dei comportamenti divenuti "normali" ma non formalmente autorizzati.
- Integrare fattori umani e organizzativi nelle metodologie di indagine degli incidenti.
- Utilizzare dashboard HSE per il monitoraggio di indicatori predittivi e non solo consuntivi.
- Coinvolgere HR nella valutazione degli impatti organizzativi delle decisioni operative.
- Definire criteri oggettivi per l'accettazione dei rischi residui.
- Effettuare audit focalizzati sui processi e non esclusivamente sulle persone.
- Sviluppare sistemi semplici e accessibili per la segnalazione delle anomalie.
- Creare indicatori misurabili sulla cultura della sicurezza.
- Sfruttare strumenti digitali per raccogliere dati, evidenze e trend emergenti in tempo reale.
- Integrare gli obiettivi etici e HSE nei sistemi di leadership e performance aziendale.
- Costruire modelli predittivi basati su near miss, segnalazioni e comportamenti osservati.
- Trasformare la funzione HSE in un centro di analisi dati e supporto strategico alle decisioni aziendali.
IL 20% CHE CONTA (PER L’80% DEI RISULTATI)
A. L'etica della sicurezza inizia quando le procedure non bastano più.
B. Gli incidenti raramente nascono da una sola persona; quasi sempre esistono fattori organizzativi da analizzare.
C. La normalizzazione delle deviazioni è uno dei principali precursori dei grandi eventi incidentali.
D. Le decisioni sul rischio devono essere trasparenti, documentate e condivise.
E. Un HSE Manager efficace è prima di tutto una voce autorevole capace di influenzare cultura, processi e leadership.
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