Il ruolo della frequenza cardiaca nella valutazione del sovraccarico biomeccanico

A cura della Redazione

La frequenza cardiaca può rappresentare uno strumento di supporto nella valutazione dell’impegno fisico dei lavoratori, soprattutto nelle attività caratterizzate da elevata variabilità, coinvolgimento di grandi gruppi muscolari o difficoltà nell’applicazione delle sole metodiche osservazionali.

Di cosa tratta:

Una pubblicazione INAIL approfondisce l’impiego della frequenza cardiaca e, in prospettiva, della Heart Rate Variability (HRV) nella valutazione fisiologica dei lavoratori esposti a sovraccarico biomeccanico.

In ambito occupazionale, la frequenza cardiaca può essere utilizzata per stimare la richiesta metabolica associata allo svolgimento dell’attività lavorativa.

È utile nelle attività poco standardizzate e che coinvolgono grandi distretti muscolari, ad esempio MMC, movimentazione dei pazienti, spinta e traino e lavorazioni svolte a lungo con le mani sopra l’altezza delle spalle. Al contrario, non è indicato per lavorazioni che interessano prevalentemente piccoli distretti muscolari, come i movimenti ripetitivi dell’arto superiore.

Secondo la classificazione dell’AIHA, il range della FC può variare da 60-70 bpm (a riposo) a 180 bpm (attività troppo pesante).  Un’attività è ritenuta pesante a partire da circa 125-150 bpm.

Indicazioni operative:

Il monitoraggio può essere effettuato mediante holter, fasce toraciche o smartwatch. Gli holter garantiscono una rilevazione affidabile, ma risultano meno pratici durante il lavoro per la presenza di elettrodi e cavi. Fasce toraciche e smartwatch consentono invece un monitoraggio più agevole durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. Per gli smartwatch, basati su sensori ottici, la qualità del dato può essere influenzata da fattori come peli, tatuaggi, indumenti e caratteristiche della pelle. Tuttavia, i dispositivi moderni sono ritenuti affidabili al pari delle fasce cardiache.  

La sola frequenza cardiaca media può risultare poco rappresentativa nelle attività caratterizzate da elevata variabilità. Un valore medio, infatti, può attenuare il peso dei momenti di maggiore intensità e non evidenziare correttamente le fasi più gravose del lavoro.

Oltre alla frequenza cardiaca media, quindi, la valutazione può essere effettuata mediante due ulteriori parametri, utilizzabili per analizzare l’impegno sostenuto durante periodi prolungati di lavoro:

  • Costo Cardiaco Assoluto (CCA), ottenuto dalla differenza tra frequenza cardiaca media durante il lavoro e frequenza cardiaca a riposo;
  • Costo Cardiaco Relativo (CCR), che rapporta il CCA alla riserva individuale di frequenza cardiaca.

Per valutazioni di durata più breve viene richiamato anche il metodo di Frimat, che prende in considerazione frequenza media, frequenza di picco, CCA, CCR e variazione della frequenza cardiaca. A ciascuno di questi parametri è assegnato un punteggio; la somma totale rappresenta il livello di impegno del lavoratore.

Infine, tra i parametri considerati rientra anche la Heart Rate Variability, che misura la variazione dell’intervallo tra un battito e l’altro. Il suo utilizzo in ambito occupazionale resta però ancora limitato. Mancano valori di riferimento standard e gli smartwatch non raggiungono ancora la precisione di fasce cardiache e holter nel monitoraggio.

Conclusioni:

La frequenza cardiaca si conferma un parametro utile per valutare l’impegno fisico dei lavoratori, soprattutto perché consente di monitorare attività non standardizzate per l’intero turno con strumenti poco invasivi, accessibili e relativamente semplici da utilizzare. L’analisi dei dati risulta piuttosto agevole e permette una valutazione sul singolo lavoratore, che può però rappresentare anche un limite non potendo essere estesa all’intera postazione di lavoro.

Le altre sfide sono rappresentate dai numerosi fattori individuali e ambientali, l’impossibilità di collegare il sovraccarico a uno specifico distretto muscolare e il campo di applicazione limitato alle attività che coinvolgono grandi gruppi muscolari.

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