Il vero costo del settore delle pulizie
A cura della Redazione
Dietro un settore spesso considerato a basso rischio si nasconde una realtà molto più complessa. Le attività di pulizia professionale espongono infatti migliaia di lavoratori a sforzi fisici ripetuti, sostanze chimiche, agenti biologici e fattori organizzativi che possono favorire l'insorgenza di malattie professionali. I dati più recenti confermano una forte prevalenza di disturbi muscolo-scheletrici, ma evidenziano anche rischi respiratori, dermatologici e psicosociali che meritano maggiore attenzione. Per RSPP, HSE Manager e responsabili HR si tratta di un comparto in cui la prevenzione deve evolvere da semplice gestione operativa a strategia integrata di tutela della salute.
Un settore essenziale che spesso sfugge ai riflettori della prevenzione
Una nuova guida INAIL affronta con precisione i rischi del comparto. Ogni giorno centinaia di migliaia di lavoratori garantiscono la pulizia, l'igiene e la sanificazione di uffici, scuole, ospedali, industrie, strutture ricettive, mezzi di trasporto e spazi pubblici. Si tratta di un'attività indispensabile per il funzionamento del sistema economico e sociale, ma che troppo spesso viene percepita come un lavoro semplice, caratterizzato da bassi livelli di rischio.La realtà è molto diversa. Gli operatori delle pulizie lavorano in ambienti estremamente eterogenei, spesso in solitudine, in orari disagevoli e in contesti che cambiano continuamente. Questa varietà operativa espone i lavoratori a una pluralità di rischi che possono manifestarsi nel tempo sotto forma di malattie professionali. Il settore presenta inoltre caratteristiche organizzative che meritano particolare attenzione: una forte presenza femminile, un ampio ricorso al lavoro part-time, frequenti cambi di sede operativa e una significativa presenza di lavoratori stranieri che possono incontrare difficoltà linguistiche e culturali nella comprensione delle misure di prevenzione.
I disturbi muscolo-scheletrici rappresentano il problema principale
L'analisi delle malattie professionali riconosciute mostra con chiarezza che il principale fattore di criticità è rappresentato dai disturbi dell'apparato muscolo-scheletrico.Le attività di pulizia richiedono infatti movimenti ripetitivi, piegamenti continui, posture incongrue, spostamenti di attrezzature, trasporto di materiali e utilizzo prolungato degli arti superiori. Nel tempo questi fattori possono provocare patologie che interessano spalle, schiena, arti superiori, polsi e mani.Particolarmente rilevanti risultano le patologie muscolo-scheletriche degli arti superiori, le malattie del rachide e la sindrome del tunnel carpale. Queste condizioni non compromettono soltanto la capacità lavorativa, ma incidono direttamente sulla qualità della vita, generando dolore cronico, limitazioni funzionali e periodi di assenza dal lavoro. Per molte organizzazioni il problema è aggravato dall'impiego di attrezzature non ergonomiche o da una progettazione poco attenta delle attività quotidiane. In numerosi casi il rischio potrebbe essere ridotto attraverso una migliore organizzazione del lavoro, la scelta di attrezzature più evolute e una gestione più efficace dei tempi operativi.
Il rischio chimico continua a essere sottovalutato
Un altro aspetto particolarmente rilevante riguarda l'esposizione a detergenti, disinfettanti e altre sostanze utilizzate nelle attività di pulizia e sanificazione.L'impiego quotidiano di prodotti chimici può determinare fenomeni irritativi o sensibilizzanti a carico della pelle e dell'apparato respiratorio. L'utilizzo di concentrazioni errate, la miscelazione impropria dei prodotti o l'insufficiente ventilazione degli ambienti rappresentano situazioni che aumentano significativamente il rischio. Gli studi internazionali indicano da anni una correlazione tra attività di pulizia professionale e problematiche respiratorie, comprese forme di asma professionale e irritazioni delle vie aeree. Analogamente, dermatiti ed eczemi continuano a rappresentare una delle patologie più frequentemente associate alle attività svolte da questi lavoratori. Per questo motivo diventa fondamentale potenziare la formazione sull'utilizzo corretto dei prodotti, migliorare la consultazione delle schede di sicurezza e utilizzare sistemi digitali in grado di supportare la gestione documentale e il controllo delle sostanze impiegate.
Gli agenti biologici e i rischi nascosti negli ambienti di lavoro
Le attività di pulizia avvengono spesso in ambienti dove possono essere presenti microrganismi, muffe, fluidi biologici e materiali contaminati.Ospedali, strutture socio-sanitarie, servizi igienici, impianti industriali e ambienti ad alta frequentazione rappresentano contesti in cui il rischio biologico assume una rilevanza particolare. Gli addetti devono spesso operare a contatto con rifiuti, superfici contaminate o materiali potenzialmente infetti.In tali situazioni la corretta applicazione delle procedure, l'utilizzo appropriato dei DPI e la qualità della formazione assumono un ruolo decisivo per la tutela della salute dei lavoratori.
Quando il rischio è anche organizzativo e sociale
Il settore delle pulizie evidenzia inoltre una dimensione spesso meno visibile ma altrettanto importante: quella dei rischi psicosociali.Orari frammentati, forte pressione sui tempi di esecuzione, contratti talvolta precari, attività svolte in isolamento e difficoltà comunicative possono contribuire allo sviluppo di condizioni di stress lavoro-correlato. In alcuni contesti possono emergere situazioni di conflitto relazionale, molestie o comportamenti discriminatori che impattano negativamente sul benessere organizzativo.Per gli HR Manager e per le funzioni HSE questo significa adottare una visione più ampia della prevenzione, capace di considerare non soltanto i rischi fisici e chimici ma anche quelli legati all'organizzazione del lavoro e alla tutela della persona.
Formazione, ergonomia e innovazione: la nuova frontiera della prevenzione
Il miglioramento delle condizioni di salute nel settore delle pulizie passa inevitabilmente attraverso un approccio integrato.La formazione deve diventare maggiormente pratica, comprensibile e adattata alle caratteristiche della popolazione lavorativa. L'ergonomia deve entrare stabilmente nei processi di acquisto delle attrezzature. La digitalizzazione può supportare la gestione dei rischi attraverso strumenti per il monitoraggio delle attività, la tracciabilità della formazione, la gestione delle sostanze chimiche e la raccolta delle segnalazioni provenienti dai lavoratori.Le organizzazioni che investono in questi ambiti non ottengono soltanto una riduzione delle malattie professionali, ma migliorano anche produttività, qualità del servizio e sostenibilità sociale dell'impresa.In allegato il documento INAIL.
MODIFICHE AL DVR
L'argomento trattato può richiedere una revisione o un aggiornamento del DVR nei seguenti casi:
- introduzione di nuovi detergenti, disinfettanti o prodotti chimici;
- impiego di nuove attrezzature meccanizzate per la pulizia;
- variazione degli ambienti presso cui vengono svolte le attività;
- presenza di lavorazioni in ambienti confinati o ad elevato rischio biologico;
- incremento delle segnalazioni di disturbi muscolo-scheletrici;
- rilevazione di problematiche correlate allo stress lavoro-correlato;
- presenza di lavoratori stranieri che richiedono strumenti formativi specifici.
PROCEDURE DI SICUREZZA
L'analisi suggerisce l'opportunità di introdurre o aggiornare procedure riguardanti:
- utilizzo e diluizione dei prodotti chimici;
- sostituzione delle sostanze maggiormente pericolose;
- gestione delle attività in ambienti sanitari e ad elevato rischio biologico;
- movimentazione manuale dei carichi e utilizzo delle attrezzature;
- pulizia di ambienti confinati o particolarmente critici;
- gestione delle emergenze da esposizione chimica;
- addestramento operativo del personale neoassunto e in appalto.
COSA DICE LA LEGGE
La gestione della salute e sicurezza nel settore delle pulizie trova riferimento principalmente nel quadro normativo italiano ed europeo.
- D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento alla valutazione dei rischi, alla sorveglianza sanitaria, alla formazione e alla gestione degli agenti chimici e biologici.
- Titolo VI del D.Lgs. 81/2008 relativo alla movimentazione manuale dei carichi.
- Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 relativo ai rischi fisici, compresi rumore e vibrazioni.
- Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 relativo alle sostanze pericolose e agli agenti chimici.
- Titolo X del D.Lgs. 81/2008 relativo agli agenti biologici.
- Regolamenti europei REACH e CLP riguardanti classificazione, etichettatura e gestione delle sostanze chimiche.
- Obbligo di aggiornare la valutazione dei rischi e le misure preventive quando mutano le condizioni operative o emergono nuovi rischi.
INDICAZIONI OPERATIVE
- verificare l'ergonomia delle attrezzature utilizzate quotidianamente;
- monitorare le attività ripetitive e l'esposizione biomeccanica;
- digitalizzare la gestione delle schede di sicurezza e dei prodotti chimici;
- organizzare formazione pratica multilingue quando necessario;
- controllare periodicamente le modalità reali di utilizzo dei detergenti;
- prevedere programmi di sorveglianza sanitaria mirati ai rischi prevalenti;
- monitorare gli indicatori di assenteismo e le segnalazioni precoci di disagio;
- coinvolgere direttamente i lavoratori nella raccolta delle criticità operative.
Il 20% che conta (per l'80% dei risultati)
Se si vuole ridurre realmente il numero delle malattie professionali nel settore delle pulizie, occorre concentrarsi su pochi aspetti fondamentali. La maggior parte dei casi deriva da quattro grandi fattori:
- movimentazione manuale dei carichi,
- movimenti ripetitivi,
- posture incongrue
- esposizione a sostanze chimiche.
Intervenire efficacemente su queste aree permette di ridurre una quota significativa dei problemi di salute che colpiscono il comparto. Attrezzature ergonomiche, formazione semplice e comprensibile, corretta gestione dei prodotti chimici, controllo delle attività reali e coinvolgimento attivo dei lavoratori rappresentano le leve che producono i risultati più concreti e duraturi.
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