Laser in odontoiatria: opportunità e rischi da non sottovalutare

A cura della Redazione

Come in altri campi, anche in odontoiatria l’utilizzo del laser offre molti vantaggi, ma adoperarlo con disattenzione, sottovalutandone i rischi, può portare ad infortuni anche infortuni anche gravi. Una scheda recentemente pubblicata da Inail analizza il fenomeno e propone alcune indicazioni per prevenire incidenti.

Cosa tratta:

Il laser è uno strumento apprezzato in campo medico per la sua precisione e per la possibilità di eseguire interventi con tempi di recupero brevi. Anche in odontoiatria la diffusione è ampia, soprattutto di alcuni modelli:

  • Laser a Diodo (808-980 nm): ampiamente usato per tessuti molli, decontaminazione e sbiancamento.
  • Laser Erbio: YAG (2940 nm): ideale per tessuti duri (smalto e dentina) e rimozione della carie.
  • Laser CO2 (10600 nm): eccellente per tagli chirurgici netti e coagulazione profonda.

Anche in questo settore, però, si registrano infortuni causati da comportamenti non corretti dovuti alla troppa confidenza con l’apparecchiatura o alla scarsa percezione dei rischi. Questo può essere legato anche ad una mancanza di formazione specifica.

Le conseguenze di un uso improprio

La maggior parte dei dispositivi laser utilizzati in campo odontoiatrico appartengono alle classi di rischio 3B o 4, le più alte secondo la classificazione della norma CEI EN 60825-1, che possono causare danni alla vista, talvolta anche dalle loro riflessioni.

L’occhio è l’organo certamente più sensibile: i laser con lunghezze d’onda che rientrano nel campo visibile (fino a 1400 nm) possono causare cecità permanente, mentre i laser a CO2 o Erbio possono procurare danni alla cornea.

I danni possono colpire anche la cute, con ustioni, carbonizzazione o tagli.

A seconda della sede compita dal laser, anche i fumi di saldatura possono diventare veicolo di sostanze pericolose, batteri e virus.

Un effetto indiretto da non sottovalutare è poi il rischio di incendio, qualora il fascio venga diretto verso elementi infiammabili.

Misure di prevenzione e protezione

Per prevenire queste tipologie di infortuni, la scheda raccoglie alcune esempi di misure da adottare e una check-list per verificare di aver completato gli adempimenti necessari e di seguire procedure per assicurare la sicurezza nell’utilizzo del laser.

Conclusioni

L’utilizzo quotidiano di uno strumento come il laser non deve far abbassare la guardia: è necessario assicurarsi che l’attrezzatura, l’ambiente e le procedure seguite siano tali da minimizzare rischi per gli operatori e per i pazienti.

In allegato il fact sheet Inail.  

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Adottare le misure organizzative obbligatorie: nomina dell’Addetto alla Sicurezza Laser (ASL), formazione specifica per tutti gli operatori e limitazione all’accesso dell’area dove si utilizza il laser, la Zona Laser Controllata (ZLC).
  2. Assicurare che nell’ambiente non vi siano superfici riflettenti, soprattutto nella direzione di azione del laser, in modo da evitare riflessioni.
  3. Segnalare accuratamente l’area e i pericoli presenti e gestire gli accessi, chiudendo la porta e indicando quando l’apparecchiatura è in uso.
  4. Utilizzare DPI e abbigliamento adeguati, fornire gli occhiali protettivi anche ai pazienti.
  5. Programmare la sorveglianza sanitaria quando opportuno, seguendo il protocollo del medico competente.
  6. Valutare il rischio incendio e, in caso di utilizzo di laser di classe 3B o 4, seguire le disposizioni del DM 3 settembre 2021 e del DM 2 settembre 2021, installando i dispositivi antincendio necessari.
  7. Verificare periodicamente che siano seguite le procedure previste e che l’attrezzatura e i dispositivi di protezione e antincendio siano correttamente manutenuti.

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