Lavoro notturno e salute: ruolo protettivo della nutrizione
A cura della Redazione
INAIL ha pubblicato una scheda informativa in cui analizza il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione dei rischi del lavoro notturno
Cosa tratta?
Il lavoro notturno altera il ritmo circadiano, compromettendo i processi che regolano sonno, metabolismo e secrezione ormonale. Questo disallineamento biologico è associato a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, ictus, disturbi metabolici (obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2), problemi gastrointestinali, disturbi psicologici come ansia e depressione, disturbi del sonno e alcune forme di tumore (mammella, prostata e colon-retto). Il lavoro notturno compromette inoltre attenzione, memoria e prestazioni cognitive, aumentando il rischio di errori, infortuni e incidenti.
Gli studi evidenziano inoltre che le alterazioni del ritmo sonno-veglia e degli ormoni che regolano fame e sazietà favoriscono un maggiore consumo di alimenti ricchi di zuccheri e grassi saturi. I lavoratori notturni tendono ad adottare abitudini alimentari meno salutari, nonché di caffeina per contrastare la sonnolenza.
I turni notturni e le abitudini alimentari scorrette possono alterare il microbiota intestinale (disbiosi), con effetti negativi sulla salute metabolica, cardiovascolare, neurologica e neoplastica. Il microbiota svolge infatti un ruolo essenziale nella digestione, nelle difese immunitarie e nella comunicazione tra intestino e cervello, influenzando anche funzioni cognitive e comportamentali.
L’adozione della dieta mediterranea può contribuire a ridurre gli effetti negativi del lavoro notturno grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, favorendo il controllo del peso, il miglioramento della sensibilità insulinica e la tutela della salute cardiovascolare.
La dieta mediterranea rappresenta una delle strategie più efficaci per preservare l’equilibrio del microbiota e ridurre il rischio di malattie croniche. Basata su alimenti freschi e ricchi di antiossidanti, come frutta, verdura, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva, limita invece il consumo di prodotti ultra-processati, carni rosse e alcol. L’effetto protettivo può essere ulteriormente supportato da probiotici e, sotto controllo medico, dalla melatonina.
La prevenzione dei rischi associati al lavoro notturno dovrebbe infine includere uno stile di vita sano, con attività fisica regolare, adeguata igiene del sonno, controllo dell’esposizione alla luce, abolizione del fumo e limitazione del consumo di alcol.
Il lavoro notturno rappresenta una rilevante questione di salute pubblica e occupazionale non solo per i suoi effetti sulla salute, ma anche per l'elevato numero di lavoratori coinvolti. Secondo i dati Istat, nel 2022 in Italia i lavoratori notturni erano circa 3 milioni, per il 70% uomini, impiegati soprattutto nei settori della sanità, dei trasporti e dell’ospitalità. Considerata l'ampia diffusione di questa modalità lavorativa e l'associazione con numerosi effetti avversi sulla salute, l'identificazione di strategie preventive efficaci, tra cui adeguati interventi nutrizionali e stili di vita salutari, assume un'importanza fondamentale.
Cosa dice la legge?
- D.lgs. 66/2003: definisce il lavoro notturno come l’attività svolta per almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra le 00:00 e le 05:00. È considerato lavoratore notturno chi presta almeno tre ore di lavoro in tale fascia per almeno 80 giorni l’anno, salvo diverse previsioni dei contratti collettivi.
- D.lgs. 67/2011: riconosce il lavoro notturno svolto in modo continuativo e regolare come attività usurante ai fini pensionistici.
Indicazioni operative
Per le organizzazioni:
- Promuovere programmi di educazione nutrizionale, favorendo l'adesione alla dieta mediterranea e l'adozione di abitudini alimentari salutari durante i turni notturni.
- Garantire la disponibilità di opzioni alimentari sane nei distributori automatici, nelle mense e nelle aree ristoro, limitando l'offerta di prodotti ad alto contenuto di zuccheri, grassi saturi e sale.
- Organizzare i turni di lavoro secondo principi ergonomici, riducendo per quanto possibile l'esposizione prolungata e continuativa al lavoro notturno.
- Sensibilizzare i lavoratori sui rischi associati al lavoro notturno, compresi quelli cardiovascolari, metabolici, oncologici e psicosociali.
- Favorire una corretta igiene del sonno, fornendo informazioni e strumenti per migliorare la qualità del riposo.
- Promuovere l'attività fisica regolare, attraverso iniziative aziendali dedicate alla salute e al benessere.
- Incentivare la riduzione del consumo di alcol e la cessazione del fumo, integrando tali azioni nei programmi di promozione della salute aziendale.
- Prevedere una sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori notturni, con particolare attenzione ai fattori di rischio cardiovascolare, metabolico e psicologico.
- Valorizzare il ruolo del medico competente e dei servizi di prevenzione aziendale nella definizione di interventi personalizzati di promozione della salute.
Per i lavoratori:
- Prima del turno di notte dormire qualche ora nel pomeriggio.
- Durante la giornata, mantenere gli orari dei pasti, in particolare:
o effettuare tre pasti principali e due spuntini nelle 24 ore;
o consumare il pasto serale prima del turno di notte;
o effettuare la colazione prima del riposo post turno;
o favorire, se si avverte il bisogno di uno spuntino notturno, il consumo di frutta e/o verdura.
- Mantenere un’adeguata idratazione durante tutto il giorno e durante il turno notturno bevendo regolarmente acqua.
- Adottare lo stile alimentare mediterraneo (Piramide della dieta mediterranea, aggiornamento 2025).
- Effettuare attività fisica regolare.
- Adeguata igiene del sonno rispettando almeno le 7 ore di riposo continuativo.
- Evitare bevande stimolanti come la caffeina nelle ore precedenti il riposo, evitare/ridurre l’alcol poiché interferisce negativamente sulla qualità del sonno.
- Ottimizzare l’ambiente di riposo per temperatura, oscurità e silenzio.
- Evitare l’utilizzo di dispositivi elettronici nelle ore (1-2 ore) precedenti il riposo.
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