Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi
A cura della Redazione
Il rapporto ISPRA delinea il quadro emissivo italiano a partire dal 1990 fino al 2024 evidenziando le tendenze in atto e identificando i fattori chiave che influenzano l’andamento delle emissioni dei gas serra
Cosa tratta?
Il sistema degli obiettivi climatici rappresenta il cuore della politica ambientale europea e nazionale e costituisce il riferimento imprescindibile per interpretare l’andamento delle emissioni e valutare l’efficacia delle misure adottate.
Il rapporto si inserisce in un contesto multilivello caratterizzato da impegni sempre più stringenti nella lotta ai cambiamenti climatici. In particolare:
- a livello globale, l’Accordo di Parigi, che impegna i Paesi a contenere il riscaldamento globale entro 1,5–2 °C;
- a livello europeo, il Green Deal e il pacchetto Fit for 55 definiscono obiettivi di riduzione delle emissioni
o riduzione di almeno il 55% delle emissioni nette di gas serra entro il 2030 rispetto al 1990;
o neutralità climatica entro il 2050, ovvero equilibrio tra emissioni e assorbimenti;
o riduzione del 90% entro il 2040 rispetto al 1990, con valore giuridicamente vincolante.
- a livello nazionale, tali obiettivi vengono declinati attraverso strumenti come il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).
L’analisi dell’andamento delle emissioni di gas serra in Italia rappresenta una componente centrale del rapporto ISPRA, poiché consente di comprendere in che misura il Paese stia effettivamente avanzando lungo il percorso di decarbonizzazione e quali siano i settori più critici o virtuosi. Nel periodo considerato (1990–2024), l’Italia registra:
- una riduzione complessiva delle emissioni del 30,2%,
- passando da circa 520 a 363 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente (escluso LULUCF).
Questo dato evidenzia un progresso rilevante, in linea con le traiettorie di decarbonizzazione europee. Tuttavia, la riduzione non è avvenuta in maniera uniforme nel tempo, ma attraverso fasi alterne, ciascuna legata a specifici contesti economici e strutturali.
L’andamento complessivo delle emissioni di gas serra in Italia, pur mostrando una tendenza alla riduzione nel lungo periodo, è il risultato di dinamiche profondamente differenziate tra i vari settori economici, non tutti i comparti contribuiscono allo stesso modo alle emissioni né presentano le stesse possibilità di riduzione.
Il settore energetico costituisce senza dubbio il cuore del sistema emissivo italiano, rappresentando la grande maggioranza delle emissioni nazionali, ma negli ultimi decenni, questo settore ha registrato una significativa riduzione delle emissioni. Tuttavia, all’interno del settore energetico emergono andamenti divergenti. Le industrie energetiche e manifatturiere hanno ridotto sensibilmente le proprie emissioni, mentre il comparto dei trasporti ha seguito una traiettoria opposta, esso registra un aumento delle emissioni rispetto al 1990, dovuto soprattutto alla crescita della mobilità privata e del trasporto su gomma.
Gli scenari emissivi
L’analisi degli scenari emissivi rappresenta una delle parti più strategiche del rapporto ISPRA, perché consente di passare dalla descrizione del passato e del presente alla proiezione del futuro, valutando se e in che misura l’Italia sarà in grado di raggiungere i propri obiettivi climatici. Gli scenari non sono previsioni certe, ma strumenti analitici che permettono di simulare come evolveranno le emissioni in funzione delle politiche adottate, delle dinamiche economiche e delle trasformazioni tecnologiche.
Nel rapporto vengono costruiti due scenari principali, che rappresentano due possibili traiettorie di sviluppo:
- Scenario WM (With Measures): è lo scenario di riferimento, che considera:
o solo le politiche già adottate o pienamente attuate (fino al 2022);
o le misure già operative nei diversi settori.
Rappresenta quindi una sorta di “evoluzione naturale” del sistema, senza ulteriori interventi significativi.
- Scenario WAM (With Additional Measures): è lo scenario più ambizioso, che include:
o le politiche aggiuntive previste (soprattutto nel PNIEC aggiornato);
o nuove misure per la riduzione delle emissioni;
o un’accelerazione della transizione energetica.
Questo scenario rappresenta ciò che potrebbe accadere se tutte le politiche pianificate venissero effettivamente implementate.
Con lo Scenario VM le emissioni totali passano da circa 299 MtCO₂eq nel 2024 a circa 200 MtCO₂eq nel 2055, la riduzione complessiva è di circa -33%, la traiettoria di riduzione è reale ma troppo lenta e non consente il raggiungimento degli obiettivi al 2030.
Con lo Scenario WAM le emissioni scendono fino a circa 103 MtCO₂eq nel 2055, la riduzione raggiunge circa -66% rispetto al 2024 e circa -80% rispetto al 1990, questo scenario avvicina l’Italia agli obiettivi climatici, ma non elimina completamente il gap al 2030.
Questo implica che, in entrambi i casi, saranno necessarie ulteriori misure oltre a quelle già previste e che il decennio 2020–2030 rappresenta una fase critica, in cui è richiesta una forte accelerazione.
In conclusione, gli scenari emissivi mostrano che il futuro climatico dell’Italia non è predeterminato, ma dipende dalle scelte politiche e tecnologiche che verranno adottate nei prossimi anni. Il rapporto ISPRA evidenzia chiaramente che il tempo a disposizione è limitato: il decennio in corso rappresenta una fase decisiva, in cui è necessario trasformare le traiettorie attuali in un percorso coerente con gli obiettivi europei e globali.
Cosa dice la legge?
- Protocollo di Kyoto (1997): primo strumento vincolante per la riduzione delle emissioni;
- Accordo di Parigi (2015): attualmente il pilastro centrale del diritto climatico internazionale;
- European Climate Law (Regolamento UE 2021/1119): stabilisce giuridicamente la neutralità climatica al 2050;
- Pacchetto Fit for 55 (2023): principale pacchetto normativo attuativo degli obiettivi al 2030.
Indicazioni operative
- Accelerare la decarbonizzazione dei trasporti: potenziare rapidamente l’elettrificazione dei veicoli, sviluppare infrastrutture di ricarica e incentivare mobilità sostenibile (trasporto pubblico, sharing, intermodalità).
- Rafforzare le politiche energetiche e le rinnovabili: aumentare rapidamente la capacità installata da fonti rinnovabili, ridurre l’uso dei combustibili fossili e promuovere l’elettrificazione dei consumi (edifici, industria).
- Migliorare l’efficienza energetica nel settore civile e industriale: riqualificare il patrimonio edilizio, diffondere tecnologie efficienti (es. pompe di calore) e migliorare i processi industriali.
- Sfruttare e potenziare gli assorbimenti naturali (LULUCF): migliorare la gestione forestale sostenibile, aumentare le superfici forestali e integrare l’uso del suolo nelle politiche climatiche.
- Integrare e rafforzare le politiche climatiche: attuare completamente il PNIEC aggiornato, introdurre misure aggiuntive nei settori in ritardo, e migliorare il coordinamento tra politiche energetiche, ambientali ed economiche.
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Allegati
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