Oli minerali usati: le indicazioni INAIL per la valutazione dell'esposizione professionale

A cura della Redazione

L'INAIL ha pubblicato un documento dedicato all'esposizione professionale agli oli minerali utilizzati nei motori a combustione interna, approfondendo i rischi cancerogeni associati al contatto cutaneo. La pubblicazione analizza le trasformazioni chimiche degli oli durante l'utilizzo, le difficoltà nella misurazione dell'esposizione e le possibili metodologie di monitoraggio, fornendo indicazioni utili per la valutazione e la prevenzione del rischio.

Di cosa tratta:

L'esposizione professionale agli oli motore usati interessa vari settori, dalla manutenzione e riparazione dei veicoli, l'industria meccanica, all’agricoltura e alle attività di raccolta e trattamento degli oli esausti.

Il principale riferimento normativo è il Decreto interministeriale 11 febbraio 2021, che ha inserito nell'Allegato XLII del D.Lgs. 81/2008 i lavori che comportano la penetrazione cutanea di oli minerali precedentemente utilizzati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili.

Queste attività rientrano pertanto nell'ambito della disciplina relativa alla protezione dei lavoratori dagli agenti cancerogeni. La normativa riconosce espressamente la pericolosità dell'esposizione attraverso la pelle, ma non stabilisce valori limite di esposizione professionale specifici per gli oli motore usati, rendendo più complessa la valutazione quantitativa dell'esposizione.

Pericolosità degli oli motore usati

Durante il funzionamento del motore, l'olio subisce trasformazioni chimiche che possono determinare la formazione e l'accumulo di sostanze pericolose, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti e particolato carbonioso.

La principale via di esposizione professionale è quella cutanea, attraverso schizzi, contatto con attrezzature o superfici contaminate e manipolazione degli oli esausti. Il rischio è sviluppare tumori della pelle, oltre a dermatiti e sensibilizzazioni cutanee. Nelle lavorazioni che producono aerosol oleosi può verificarsi anche un'esposizione inalatoria.

Valutazione e monitoraggio dell’esposizione

La valutazione dell'esposizione risulta particolarmente complessa a causa della composizione variabile degli oli usati e dell'assenza di marcatori specifici e valori limite di esposizione professionale riferiti alla miscela nel suo complesso.

Tra le possibili metodologie di monitoraggio, il campionamento dei contaminanti presenti sulla cute e il monitoraggio biologico di alcune sostanze, tra cui il benzo(a)pirene, l'1-idrossipirene urinario e determinati metalli pesanti.Questi indicatori possono contribuire alla caratterizzazione dell'esposizione, ma presentano limiti analitici e interpretativi e non costituiscono metodi standardizzati per la valutazione degli oli motore usati nel loro complesso.

Indicazioni operative:

Nelle attività interessate è necessario valutare il rischio cancerogeno e adottare misure volte a ridurre l'esposizione, con particolare attenzione al contatto cutaneo.

Tra le principali misure di prevenzione:

  • impiego di procedure e attrezzature che limitino schizzi e contaminazioni;
  • utilizzo di guanti resistenti agli agenti chimici, indumenti protettivi e protezioni oculari;
  • corretta pulizia della cute;
  • tempestiva sostituzione degli indumenti contaminati.

Conclusioni:

La variabilità della composizione degli oli motore usati e l'assenza di specifici indicatori normativi rendono complessa la valutazione dell'esposizione professionale. In questo contesto, la prevenzione del rischio cancerogeno richiede particolare attenzione al contatto cutaneo, alla riduzione dell'esposizione e all'adozione di misure di protezione adeguate.


Per maggiori approfondimenti si allega il documento integrale pubblicato da INAIL.

 

 

 

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