Ondate di calore: gestire il calo dell’efficienza degli impianti fotovoltaici
A cura della Redazione
Un recente studio conferma come le temperature estremamente calde determinino un calo delle performance dei pannelli fotovoltaici. Un dato da considerare nella scelta dell’impianto e nelle previsioni di rendimento, ma che non deve scoraggiare.
Cosa tratta:
Contrariamente a quello che potrebbe essere il senso comune, sappiamo che gli impianti fotovoltaici rendono di più con temperature miti, mentre perdono efficienza con temperature troppo elevate. È quanto dimostrato anche dallo studio dell’Università di Evora, in Portogallo, “Heat Waves and Photovoltaic Performance: Modelling, Sensitivity, and Economic Impacts in Portugal” ha raccolto dati sulle prestazioni energetiche di tre impianti fotovoltaici, situati in Spagna e Portogallo.
Lo studio ha permesso di quantificare più precisamente le perdite: per ogni grado Celsius sopra i 25°C di temperatura esterna, i moduli in silicio cristallino perdono fra lo 0,3% e lo 0,5% di efficienza.
Il perché del fenomeno
La ricerca ha analizzato il fenomeno fra il 2024 e il 2025 sui tre impianti, di dimensione variabile (a 15 kW a 64,5 kW). Durante il periodo di raccolta dati, sono stati registrati fino a 39,4 °C in Spagna e fino a 38,9 °C in Portogallo: si tratta di temperature che in alcune aree sono già state superate nelle ondate di calore registrate nel 2026 e quindi da non considerare come fenomeni così straordinari.
A queste temperature, i moduli possono raggiungere i 70 °C, accelerando il degrado dei componenti e aumentando la resistenza interna, facendo così diminuire la tensione elettrica prodotta. Di conseguenza, la potenza elettrica generata è ridotta rispetto a quanto avviene a temperature più miti.
Le perdite sono più rilevanti sugli impianti di maggiori dimensioni, in cui queste variabili hanno un peso maggiore sull’efficienza.
I ricercatori hanno però anche rilevato che una volta terminato lo stress termico, l’efficienza abituale degli impianti viene velocemente ripristinata nel giro di ore.
Cosa fare
I risultati dello studio non ci devono scoraggiare, in quanto talvolta le perdite che avvengono durante le ondate di calore vengono compensate nel resto dell’anno.
Gli impianti fotovoltaici privati, installati per alimentare impianti produttivi, uffici o abitazioni, restano importanti per contrastare i sovraccarichi della rete elettrica pubblica che avvengono proprio durante le ondate di calore e che possono causare blackout.
È opportuno, però, considerare questo fenomeno nella valutazione degli impianti, sia nel dimensionamento sia nella previsione di potenza prodotto e ritorno dell’investimento.
Conclusioni
La ricerca analizzata fornisce un’ulteriore evidenza dell’impatto economico del riscaldamento globale, ma ci dà anche un dato in più per poterlo mitigare. Allo stesso tempo, gli impianti fotovoltaici rappresentano uno strumento per sostenere la domanda di energia in momenti di picco, proprio come avviene durante le ondate di calore.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Considerare le ondate di calore nell’analisi di fattibilità e nel calcolo dei tempi di ritorno dell’investimento.
- Dimensionare l’impianto con adeguati margini di sicurezza.
- Privilegiare moduli fotovoltaici con basso coefficiente di temperatura, in grado di limitare la perdita di rendimento quando la temperatura delle celle aumenta.
- Preferire inverter che garantiscono alte prestazioni anche ad alte temperature.
- Favorire la ventilazione naturale dei pannelli, prevedendo adeguata distanza tra moduli e copertura.
- Programmare la manutenzione preventiva prima della stagione estiva, verificando lo stato di moduli, cavi, connessioni e inverter, componenti che possono subire maggiore stress durante i periodi di caldo intenso.
- Valutare l’installazione di sistemi di accumulo.
- Pianificare le attività più energivore nelle ore di maggiore produzione, quando possibile e quando non presente un sistema di accumulo.
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