INL: il focus della vigilanza sui rischi da calore estremo

A cura della Redazione

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha appena pubblicato le indicazioni per le attività di vigilanza, che in questo periodo dovranno vertere anche sulle misure adottate per prevenire lo stress termico. Uno strumento non solo per gli ispettori, ma anche per le organizzazioni che vogliono prepararsi al meglio.

Cosa tratta:

Nelle ultime settimane si susseguono i provvedimenti nazionali e regionali per tutelare la salute dei lavoratori in condizioni di caldo estremo, dovute alle alte temperature registrate. Abbiamo recentemente visto come, ad esempio, le ordinanze regionali riducano l’incidenza degli infortuni legati a questo tipo di rischio.

L’azione di vigilanza dell’INL è uno strumento importante per garantire che queste disposizioni vengano rispettate, assicurando condizioni di lavoro adeguate. Affinché sia più efficace, l’INL ha pubblicato delle indicazioni operative dedicate nella nota n. 5484 del 6 luglio 2026.

La nota riporta i principali riferimenti a cui attenersi nell’attività di vigilanza, fra cui il protocollo del D.M. n. 95/2025.

I settori a rischio

Nella nota, si indicano i settori sui quali concentrare le attività ispettive, ovvero quelli maggiormente a rischio e quindi tutelati dal Protocollo quadro e dalle ordinanze regionali:

  • Edilizia;
  • Agricoltura;
  • Logistica;
  • Lavori stradali;
  • Rider.

Quali misure verranno verificate

La nota riporta anche l’elenco degli elementi principali su cui focalizzare i controlli:

  • Integrazione del rischio da calore estremo nel DVR;
  • Gestione organizzativa del lavoro, con rimodulazione degli orari;
  • Gestione e modalità di effettuazione delle pause, rotazione del personale;
  • Misure per garantire l’idratazione e fornitura di DPI;
  • Formazione e informazione;
  • Sorveglianza sanitaria mirata, con attenzione ai soggetti fragili;
  • Coinvolgimento dei lavoratori tramite le rappresentanze sindacali.

L’INL sottolinea poi le responsabilità a carico di:

  • datore di lavoro, che deve adottare tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie;
  • preposto, che ha l’obbligo di vigilare e intervenire nel caso in cui la salute dei lavoratori sia in pericolo.

Conclusioni

La nota dell’INL sottolinea l’impegno dell’Ispettorato nell’attività di vigilanza, per garantire l’adozione di misure di prevenzione adeguate. Il documento permette inoltre ai datori di lavoro di prepararsi, registrando e tracciando le evidenze delle azioni intraprese.

COSA DICE LA LEGGE

  • D.Lgs. 81/08;
  • D.M. n. 95/2025 (Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro);
  • Note ispettive prot. n. 4639/2021, n. 3783/2022, n. 4753/2022 e n. 5291/2023;
  • Nota prot. n. 5291 del 21 luglio 2023.

INDICAZIONI OPERATIVE

La gestione del rischio legato alle temperature elevate e al cambiamento climatico deve rientrare strutturalmente nel sistema preventivo della propria organizzazione. È opportuno affidarsi a strumenti digitali per assicurare il rispetto degli adempimenti e la gestione delle misure adottate, registrandone le evidenze necessarie.

  1. Integrare il DVR con la valutazione del rischio microclima, con particolare riferimento al caldo estivo estremo, in particolare per le attività più esposte, prevedendo adeguate misure di mitigazione.
  2. Utilizzare gli strumenti di monitoraggio del meteo (bollettini emesse da Ministero della salute, regioni, etc.…) per attivare misure organizzative preventivamente.
  3. Organizzare il lavoro in modo da mitigare il rischio, ad esempio anticipando il turno all’alba e sospendendo le attività gravose e all’aperto nelle ore più calde
  4. Prevedere pause adeguate, anche in base all’attività e al rischio specifico del lavoratore, tenendo conto della fatica richiesta e di condizioni di fragilità.
  5. Quando possibile, assicurare la presenza di aree ombreggiate o ambienti climatizzati, per garantire ristoro.
  6. Fornire, per quanto possibile, DPI leggeri, traspiranti e coprenti o rimodulare pause e turni se sono strettamente necessari DPI che aggravano la condizione di caldo.
  7. Assicurare la presenza di acqua potabile fresca, soprattutto nei cantieri e nei campi e sensibilizzare i lavoratori a bere spesso.
  8. Assicurare che lavoratori, preposti, addetti al primo soccorso siano adeguatamente formati e informati sulle misure adottate, sui sintomi delle patologie da calore e sulle procedure di primo soccorso.
  9. Collaborare con il medico competente per individuare i soggetti più a rischio, anche per le proprie condizioni di salute e applicare adeguate prescrizioni o limitazioni.
  10. Coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti (RLS/RLST).

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