Preposto sempre più sotto la lente: responsabilità reali tra vigilanza, DUVRI e permessi di lavoro
A cura della Redazione
Le più recenti pronunce della Cassazione ridefiniscono in modo netto il ruolo del preposto: non progettista della sicurezza, ma garante della sua applicazione concreta. Tra rischi interferenziali, DUVRI e permessi di lavoro emergono responsabilità operative precise, estese anche a lavoratori esterni e contesti complessi. Un richiamo forte alla qualità dei processi e alla necessità di sistemi organizzativi realmente efficaci.
COSA TRATTA
Due recenti orientamenti giurisprudenziali offrono un quadro chiaro e, per molti versi, più esigente del ruolo del preposto nei contesti produttivi moderni. Il punto centrale non è più solo “chi fa cosa”, ma “chi garantisce che quanto previsto venga davvero applicato”. Da qui discende una visione della sicurezza sempre più centrata sui processi, sulla vigilanza effettiva e sulla capacità delle organizzazioni di tradurre le regole in comportamenti concreti.Il preposto, secondo il quadro normativo italiano, non è il soggetto chiamato a progettare o introdurre le misure di prevenzione. Questa responsabilità resta in capo al datore di lavoro e ai dirigenti. Tuttavia, il preposto assume un ruolo decisivo: assicurare che tali misure siano rispettate nella realtà operativa quotidiana.
È una funzione di presidio, di controllo attivo e continuo, che si colloca esattamente nel punto in cui la norma incontra il lavoro reale.Questo aspetto diventa particolarmente rilevante nei contesti caratterizzati da interferenze tra più imprese, tipici dei lavori in appalto, subappalto o manutenzione complessa. In questi ambienti, il rischio non nasce solo dalle attività interne, ma dalla compresenza di organizzazioni diverse nello stesso spazio operativo. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze assume così un ruolo centrale, ma la sua sola redazione non è sufficiente. Le misure individuate devono essere applicate, controllate e rese vive attraverso una vigilanza reale.Le decisioni analizzate mettono in evidenza un principio fondamentale: il preposto è chiamato a segnalare tempestivamente ogni situazione di pericolo, anche quando riguarda lavoratori di altre imprese.
La responsabilità non si limita quindi al perimetro aziendale diretto, ma si estende a tutti coloro che, a diverso titolo, operano nello stesso contesto. È un passaggio culturale rilevante: la sicurezza non è più solo “interna” ma diventa sistemica.In uno degli episodi esaminati dai giudici, un incidente grave si è verificato proprio a causa della mancata segnalazione di una situazione pericolosa resa meno visibile da soluzioni improvvisate. L’elemento critico non è stato tanto l’assenza di regole, quanto la mancata applicazione e comunicazione delle stesse. Questo evidenzia un tema chiave per RSPP e HSE Manager: la sicurezza si gioca nella qualità dell’esecuzione, non solo nella correttezza formale dei documenti.
Un secondo filone riguarda i permessi di lavoro.
Qui emergono criticità diffuse nelle organizzazioni: modelli generici, compilazioni cumulative, responsabilità non chiaramente attribuite. In scenari complessi, come interventi su impianti in esercizio, queste carenze possono diventare determinanti. Il problema non è solo tecnico, ma organizzativo: quando le procedure non guidano in modo preciso l’azione, si aprono spazi per interpretazioni pericolose.Il messaggio per chi gestisce la sicurezza è chiaro: serve una progettazione documentale più rigorosa, ma soprattutto una gestione operativa che renda ogni passaggio tracciabile e verificabile. In questo senso, l’evoluzione digitale dei sistemi di gestione rappresenta una leva decisiva, perché consente di associare responsabilità puntuali, registrare le verifiche e ridurre ambiguità e prassi distorte.
MODIFICHE AL DVR
I contenuti evidenziano la necessità di aggiornare il DVR nei casi in cui:
- Siano presenti attività interferenziali complesse non adeguatamente analizzate
- Emergano prassi operative non formalizzate
- Si rilevino scostamenti tra procedure previste e attività reali
PROCEDURE DI SICUREZZA
È opportuno rivedere o introdurre procedure relative a:
- Gestione dei rischi interferenziali e coordinamento tra imprese
- Sistemi di segnalazione e comunicazione dei pericoli
- Gestione e compilazione dei permessi di lavoro con attribuzione chiara delle responsabilità
COSA DICE LA LEGGE
- Il preposto sovrintende e vigila sull’osservanza delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza
- È tenuto a segnalare tempestivamente deficienze e situazioni di pericolo
- Deve intervenire per modificare comportamenti non conformi
- Gli obblighi di tutela si estendono anche ai lavoratori di altre imprese presenti nello stesso ambiente
- Il datore di lavoro ha l’obbligo di cooperazione e coordinamento nei casi di appalto e deve redigere il DUVRI
SENTENZE COLLEGATE ALL’ ARTICOLO :
- Corte di Cassazione Penale, Sez. 3 - Sentenza n. 7096 del 23 febbraio 2026 - Caduta del lavoratore dal ponteggio. Confermata la responsabilità del preposto per mancata segnalazione del pericolo in cantiere, anche verso lavoratori di altre imprese.
- Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 15045 del 27 aprile 2026 - Infortunio durante le operazioni di scarico delle casse. Rischio interferenziale.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Strutturare il DUVRI come strumento operativo e non solo documentale
- Formalizzare in modo puntuale i ruoli di controllo e segnalazione
- Evitare permessi di lavoro generici o cumulativi
- Associare ogni fase critica a un responsabile identificato
- Garantire tracciabilità delle verifiche effettuate
- Monitorare le prassi reali per individuare scostamenti dalle procedure
- Integrare sistemi digitali per gestione, validazione e archiviazione delle attività
Il 20% che conta (per l’80% dei risultati)
- Il preposto non crea la sicurezza, ma la rende concreta.
- Le responsabilità non si fermano ai propri lavoratori, ma si estendono a tutto il contesto operativo.
- DUVRI e permessi di lavoro funzionano solo se sono applicati, controllati e tracciabili.
- Le principali cause di incidente non sono l’assenza di regole, ma la loro applicazione incompleta o ambigua.
- La qualità dei processi organizzativi è oggi il vero fattore determinante della sicurezza.
Riproduzione riservata ©