Presto in vigore le nuove regole sulla responsabilità civile e penale per l’uso dell’IA
A cura della Redazione
Il 15 settembre 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di adeguamento della normativa nazionale all’AI Act, definendo nuove regole per la vigilanza della Forza di polizia e introducendo nuovi reati sull’uso improprio dell’intelligenza artificiale. Per le organizzazioni dotate di Modello 231 sarà necessario aggiornare l’analisi dei rischi e le procedure interne.
Cosa tratta:
Il Decreto Legislativo 9 settembre 2026, n.160, adegua l'ordinamento italiano al Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act), introducendo norme specifiche sull'utilizzo dell'IA nelle attività di polizia e, responsabilità penali e civili per gli usi illeciti ad alto rischio dei sistemi di IA.
Le novità per il diritto penale e civile
Il Titolo II è dedicato alle modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, alle norme sulla responsabilità civile e ai nuovi strumenti processuali.
Viene in particolare introdotto l’art. 437-bis del c.p.(Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi) che prevede più fattispecie di reato:
- Missione delle misure di sicurezza previste per sistemi ad alto rischio;
- Alterazione illecita dei sistemi di IA ad alto rischio;
- L'omessa adozione delle misure di sorveglianza umana.
La norma si applica quando tali omissioni o alterazioni determinano un pericolo per la vita, l'incolumità pubblica o individuale oppure per la sicurezza dello Stato. Le pene possono arrivare fino a dieci anni di reclusione nei casi più gravi.
Nel decreto sono inserite disposizioni di disciplina processuale a favore dei soggetti danneggiati, come:
- Accesso alle prove relative al funzionamento del sistema di IA;
- Possibilità di ottenere registri, documentazione tecnica e informazioni sulla supervisione umana;
- In alcuni casi, presunzione del nesso causale fra il danno e la violazione degli obblighi previsti dall'AI Act.
Non sarà sufficiente dimostrare una conformità formale, ma si dovrà dare evidenza di aver condotto una valutazione dei rischi approfondita, al fine di prevenire illeciti e tutela la sicurezza delle persone.
Impatto sul D.Lgs. 231/01
Il decreto introduce nel D.Lgs. 231/01 il nuovo art. 25-vicies "Reati commessi con l'uso di sistemi di intelligenza artificiale". Tale disposizione prevede la responsabilità dell'ente per il reato di cui all'art. 437-bis c.p., con sanzioni pecuniarie da 600 a 1.000 quote e applicazione di sanzioni interdittive.
I nuovi reati dovranno essere inseriti nel proprio modello organizzativo 231, rivalutando la robustezza del modello stesso.
Utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per l'attività di polizia
Il provvedimento indica le condizioni, le garanzie e i limiti per l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di prevenzione, indagine e contrasto dei reati delle Forze di Polizia.
Il legislatore chiarisce che l'utilizzo dell'IA in ambito di polizia deve avvenire nel rispetto dei diritti fondamentali, dei principi di proporzionalità, non discriminazione, trasparenza e sorveglianza umana, in coerenza con il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e con la Legge 132/2025.
Conclusioni
Il decreto mostra la decisa intenzione del legislatore di far ricadere le responsabilità derivanti da pratiche illecite di utilizzo dell’IA su tutti i soggetti economici, dagli sviluppatori alle organizzazioni utilizzatrici, spostando l'attenzione dalla sola conformità formale all'effettiva gestione del rischio.
In allegato il D.Lgs. 160/26
Quando entra in vigore
Il decreto legislativo 9 settembre 2026, n.160, entrerà in vigore il 30 settembre.
COSA DICE LA LEGGE
- D.Lgs. 160/26;
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act);
- D.Lgs. 231/01.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Verificare se i sistemi di IA utilizzati rientrano tra quelli classificati ad alto rischio ai sensi dell’AI Act. IN caso positivo, assicurarsi di rientrare nei casi in cui l’utilizzo è permesso dallo stesso Regolamento.
- A meno che non sia strettamente necessario per il tipo di attività condotta, evitare l’uso di sistemi di IA ad alto rischio, verificando le specifiche tecniche prima dell’adizione.
- Aggiornare la valutazione dei rischi ed integrare il Modello 231 con uno specifico presidio relativo ai reati introdotti dall'art. 25-vicies D.Lgs. 231/01.
- In ogni caso, è sempre opportuno definire delle procedure per la sorveglianza umana delle decisioni supportate da sistemi IA.
Per approfondire:
- “Via libera preliminare al decreto attuativo per l'AI Act : le novità in arrivo.”
- “AI Act: cosa è cambiato dal 2 agosto e cosa è slittato”
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Allegati
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