Progetti personalizzati per il reinserimento lavorativo della persona con disabilità da lavoro

A cura della Redazione

L’Istituto ha realizzato un catalogo contenente delle schede sintetiche di progetti personalizzati per il reinserimento lavorativo

 

Cosa tratta?

L’Inail eroga prestazioni di sostegno ai lavoratori infortunati o affetti da malattia professionale che, a seguito delle conseguenze dell’evento lesivo o dell’esposizione prolungata a uno o più fattori di rischio, si trovino in condizioni di difficoltà nel reinserimento nel contesto sociale e lavorativo. Gli interventi sono finalizzati prioritariamente alla conservazione del posto di lavoro, mediante il mantenimento della medesima mansione o, ove necessario, l’assegnazione a una mansione diversa, nonché all’eventuale inserimento in una nuova occupazione.

Nel catalogo sono presenti 34 progetti realizzati in aziende operanti in diversi settori lavorativi e riferiti alle principali tipologie di intervento previste dall’Inail quali l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro e gli interventi formativi.

Ogni scheda illustrativa del progetto è suddivisa in 4 sezioni:

1.     Dati generali del progetto

2.     Dati del/della lavoratore/lavoratrice

3.     Contesto lavorativo precedente all’intervento di reinserimento

4.     Contenuti del progetto

La prima sezione, inquadra innanzitutto il progetto nell’ambito delle circolari Inail sul reinserimento, con riferimento alle quali rilevare l’iter istruttorio e operativo da seguire.

La seconda sezione, riporta informazioni di dettaglio sul lavoratore: genere, età, mansione svolta prima dell’infortunio o del riconoscimento della malattia professionale, limitazioni funzionali come conseguenza dell’evento infortunistico o della manifestazione della tecnopatia.

La terza sezione, è dedicata alla descrizione del contesto lavorativo precedente l’intervento e può essere corredata da foto.

La quarta sezione, descrive gli interventi individuati ed effettivamente realizzati.

Tecnologia e accomodamenti ragionevoli

Uno degli aspetti più interessanti del catalogo è l'ampio ricorso all'innovazione tecnologica come strumento di inclusione. Nei numerosi casi presentati emergono interventi che trasformano le limitazioni funzionali in condizioni gestibili attraverso adeguati supporti tecnici.

Nel settore agricolo, ad esempio, sono stati introdotti trattori con sistemi di guida automatica, consentendo a lavoratori con importanti deficit motori di continuare la propria attività. Particolarmente significativo è il caso dell'allevatore bovino che, a seguito di una grave compromissione della funzione prensile di un arto, ha potuto proseguire l'attività grazie all'introduzione di un robot di mungitura che automatizza completamente una delle fasi più impegnative del lavoro.

Formazione e riqualificazione professionale

Il reinserimento lavorativo non si limita all'acquisto di attrezzature o all'adattamento degli ambienti. Molti progetti prevedono percorsi di formazione, addestramento e riqualificazione professionale che consentono al lavoratore di acquisire nuove competenze e affrontare mansioni differenti.

Un esempio emblematico è quello del lavoratore impiegato in un impianto di molitura del frumento che, dopo l'amputazione parziale di una mano, è stato reinserito mediante l'automatizzazione del controllo produttivo e un percorso formativo di 80 ore.

L'abbattimento delle barriere architettoniche

Il catalogo evidenzia anche l'importanza degli interventi strutturali per garantire l'accessibilità dei luoghi di lavoro. Ascensori, montascale, adattamenti delle postazioni e modifiche agli spazi produttivi rappresentano strumenti indispensabili per favorire l'inclusione di lavoratori con ridotta mobilità.

Nel settore della ristorazione, ad esempio, alcuni lavoratori con importanti limitazioni motorie sono stati reinseriti come aiuto cuoco grazie all'installazione di ascensori, montascale e attrezzature ergonomiche specificamente progettate per l'utilizzo in carrozzina.

Conclusioni

Il catalogo dimostra che il reinserimento lavorativo non deve essere considerato un semplice adempimento amministrativo, ma un investimento sociale ed economico capace di generare valore per le persone, le imprese e la collettività. Attraverso l'applicazione degli accomodamenti ragionevoli, l'innovazione tecnologica e la valorizzazione delle competenze residue, è possibile garantire continuità occupazionale, autonomia personale e piena partecipazione alla vita lavorativa.

Le 34 esperienze descritte costituiscono quindi un patrimonio di conoscenze e buone pratiche che può orientare aziende, professionisti e istituzioni nella costruzione di percorsi sempre più efficaci di inclusione e sostenibilità del lavoro.

 

Cosa dice la legge?

  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190 dell’articolo 1, comma 166: è la norma che ha attribuito all'INAIL la competenza a finanziare e realizzare interventi per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro.
  • Regolamento per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro: disciplina l’elaborazione dei progetti personalizzati, le tipologie di intervento finanziabili, le procedure di approvazione, il rimborso delle spese sostenute dai datori di lavoro e il monitoraggio e verifica degli esiti.
  • Determinazioni del Presidente dell’INAIL dell’11 luglio 2016, n. 258 e Determinazioni del Presidente dell’INAIL del 19 dicembre 2018, n. 527: hanno approvato e aggiornato il Regolamento sul reinserimento lavorativo.
  • Circolari INAIL n. 51/2016, n. 30/2017, n. 6/2019 e n. 34/2020: definiscono procedure, criteri di valutazione e modalità operative degli interventi di reinserimento.
  • Legge 3 marzo 2009, n. 18: introduce il principio degli "accomodamenti ragionevoli".

 

Indicazioni operative

1. Analizzare il lavoro reale prima di progettare l'intervento: la progettazione deve partire da sopralluoghi, osservazione diretta delle attività e analisi delle criticità operative determinate dall'infortunio o dalla malattia professionale. È fondamentale comprendere quali gesti, movimenti, posture o attività risultino incompatibili con le limitazioni funzionali del lavoratore prima di individuare le soluzioni tecniche.

Indicazione pratica: effettuare un'analisi ergonomica della mansione e confrontarla con le capacità residue della persona.

2. Coinvolgere attivamente il lavoratore nelle scelte: può contribuire a individuare attrezzature, soluzioni organizzative e modalità operative efficaci. La conoscenza pratica della mansione rappresenta spesso una risorsa decisiva.

Indicazione pratica: prevedere incontri strutturati con il lavoratore durante tutte le fasi di progettazione e verifica.

3. Integrare adattamenti tecnici, organizzativi e formativi: le soluzioni più efficaci non riguardano esclusivamente l'acquisto di macchinari. Spesso il successo del reinserimento deriva dall'integrazione tra adeguamento della postazione, formazione, addestramento, tutoraggio e, se necessario, riqualificazione professionale.

Indicazione pratica: elaborare progetti che comprendano sia interventi materiali sia percorsi di sviluppo delle competenze.

4. Verificare l'efficacia degli interventi dopo il reinserimento: l'importanza della valutazione post-intervento per accertare che le soluzioni adottate siano realmente efficaci, sicure e compatibili con le capacità residue della persona.

Indicazione pratica: programmare sopralluoghi e momenti di monitoraggio per verificare il raggiungimento degli obiettivi e individuare eventuali ulteriori miglioramenti.

Riproduzione riservata ©