Radiazione UV: un rischio in aumento
A cura della Redazione
I dati lo confermano: negli ultimi anni la radiazione ultravioletta (UV) al suolo sta aumentando quasi ovunque in Europa così come in Italia, come riportano anche ISPRA e ARPA. Per le attività dove l’esposizione è maggiore non è più possibile rimandare la prevenzione.
Cosa tratta:
Un recente studio pubblicato sulla rivista Photochemical & Photobiological Sciences di Springer Nature, intitolato "Recent increases in solar UV radiation across Europe: a 40-locationstudy to identify trend boundaries", ha analizzato i dati provenienti da 40 stazioni di monitoraggio distribuite in Europa nel periodo 2013-2022. In più di metà della stazione, i risultati hanno mostrato un aumento annuo rilevante della radiazione solare che raggiunge il suolo. L’aumento più significativo si registra in Europa centrale, mentre è meno marcato nell’Europa meridionale.
Secondo lo studio, le principali cause dell'aumento non sono riconducibili alle variazioni dell'attività solare o a cambiamenti rilevanti dello strato di ozono, bensì:
- alla diminuzione della copertura nuvolosa;
- in misura minore, al miglioramento della qualità dell'aria che ha ridotto la presenza di aerosol e particolato atmosferico.
ISPRA e ARPA Valle d’Aosta hanno in particolare riportato i risultati per la regione, i cui dati hanno evidenziato che il fenomeno riguarda anche queste aree.
I risultati riportano l’attenzione su un rischio spesso sottovalutato e lasciato alla prevenzione delle singole persone, ma che richiede una gestione sistematica così come qualsiasi altro rischio.
Il contributo di ARPA Valle d'Aosta e ISPRA
Allo studio internazionale hanno collaborato anche ricercatori di ARPA Valle d’Aosta che hanno raccolto e analizzato le misurazioni effettuate dalla stazione di Saint-Christophe. Questi hanno evidenziato un incremento statisticamente significativo della radiazione UV pari a circa lo 0,7% all'anno nel periodo 2013-2022.
Secondo quanto riportato da ARPA Valle d'Aosta, le misurazioni effettuate al suolo rimangono fondamentali per comprendere con precisione l'andamento della radiazione UV, soprattutto nelle aree alpine dove la presenza di montagne, neve e diverse esposizioni dei versanti rende particolarmente complessa la distribuzione della radiazione solare. I dati satellitari consentono di estendere l'analisi a vaste aree geografiche, ma non possono sostituire il monitoraggio diretto effettuato dalle reti di misura.
Nel contesto del SNPA, di cui ISPRA e le Agenzie regionali fanno parte, tali attività di monitoraggio assumono particolare importanza per la valutazione degli impatti ambientali e sanitari associati all'aumento dell'esposizione ai raggi UV.
L’impatto sulla salute dei lavoratori
La radiazione UV costituisce un agente fisico naturale in grado di provocare effetti acuti e cronici sulla salute. Tra gli effetti immediati si segnalano eritemi, ustioni e infiammazioni oculati come la fotocheratite; tra quelli a lungo termine assumono particolare rilevanza l'invecchiamento precoce della pelle, danni oculari permanenti e i tumori della pelle.
In ambito lavorativo risultano particolarmente esposti gli operatori che svolgono attività all'aperto, quali lavoratori edili, agricoli, manutentori stradali, addetti alla logistica, operatori portuali, giardinieri, lavoratori a bordo di imbarcazioni, istruttori di sport all’aperto. Sono esposti poi tutto coloro che svolgonoattività in quota o in aree caratterizzate da elevata riflettanza del terreno (neve, acqua, superfici chiare). L'incremento della radiazione UV osservato negli ultimi anni rende ancora più importante l'adozione di adeguate misure di prevenzione e protezione.
Conclusioni
L'aumento della radiazione UV osservato negli ultimi anni rappresenta un segnale importante per il sistema della prevenzione. Per le organizzazioni che impiegano lavoratori all'aperto, la gestione del rischio da esposizione solare non può più essere considerata un aspetto secondario, ma deve entrare stabilmente tra le misure di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
In allegato lo studio "Recent increases in solar UV radiation across Europe: a 40-locationstudy to identify trend boundaries".
COSA DICE LA LEGGE
- D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII Agenti fisici.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Effettuare una valutazione specifica del rischio da esposizione solare UV per tutte le attività svolte all'aperto
- Programmare le attività più gravose evitando, ove possibile, le fasce orarie di maggiore irraggiamento (indicativamente tra le 11:00 e le 16:00 nel periodo estivo).
- Predisporre aree ombreggiate per pause e momenti di recupero.
- Fornire indumenti di lavoro a copertura di braccia, gambe e collo, preferibilmente certificati per la protezione UV e DPI per la protezione della testa, nuca e orecchie inclusi.
- Mettere a disposizione anche occhiali con adeguata protezione UV e creme solari ad elevato fattore di protezione (SPF 30 o superiore) e promuoverne l'utilizzo corretto.
- Informare e formare i lavoratori sugli effetti della radiazione UV e sulle corrette misure di autoprotezione.
- Integrare il rischio da radiazione UV nei programmi di sorveglianza sanitaria quando previsto dalla valutazione dei rischi.
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Allegati
- Recent increases in solar UV radiation across Europe - Scarica