Il rischio rumore
A cura della Redazione
Il rumore è un suono con caratteristiche di frequenza, livello e variabilità nel tempo che lo rendono problematico per l’orecchio umano. Il suono è una perturbazione meccanica che si propaga in un mezzo elastico (gas, liquido, solido) e che è in grado di eccitare il senso dell'udito (onda sonora).
La percezione di rumore è la percezione di una pressione sonora, ossia la variazione di pressione atmosferica dovuta all’onda sonora. L’unità di misura con cui identifichiamo il rumore è il decibel (dB). L’orecchio umano è in grado di percepire suoni/rumori variabili tra la soglia di udibilità (circa 10dB) e la soglia del dolore (circa 140/150 dB).
Nell’aria, la velocità di propagazione è di circa 343 m/s (alla temperatura di 20 C°). Le onde sonore sinusoidali rappresentano il caso più semplice e sono caratterizzate dai seguenti parametri:
- periodo T (s): durata di un’oscillazione completa;
- frequenza f (Hz): numero di oscillazioni nell’unità di tempo (f = 1/T);
- ampiezza A (Pa): valore massimo dell’oscillazione di pressione sonora;
- lunghezza d’onda λ (m): distanza percorsa dall’onda sonora in un periodo T.
Se le onde hanno una frequenza compresa fra 20 e 20000 Hz e ampiezza superiore ad una certa entità, che dipende dalla frequenza, l'orecchio umano è in grado di percepirle. La determinazione del contenuto in frequenza di un certo suono è chiamata analisi in frequenza o analisi di spettro.
Per la misura dei livelli sonori viene comunemente impiegato uno strumento chiamato fonometro: attraverso un trasduttore (microfono) la pressione sonora viene convertita in una grandezza elettrica (la tensione) e successivamente tale segnale elettrico viene elaborato per ottenere i diversi parametri tipicamente utilizzati per la descrizione del rumore.
Nella UE il 28% dei lavoratori (oltre 60 milioni di persone) afferma di essere esposto a livelli di rumore elevati tali, ad esempio, da rendere difficile una conversazione. Quasi 40 milioni di lavoratori sono costretti ad alzare la voce al di sopra dei normali standard di conversazione per essere uditi e ciò per almeno la metà del loro orario di lavoro.
In Italia il problema rumore è particolarmente evidente rispetto al contesto europeo; pur essendo un rischio in diminuzione rappresenta ancora la terza causa di malattia professionale denunciata all'INAIL.
A livello Europeo, i settori maggiormente esposti al rischio rumore sono:
- settore dei trasporti;
- settore edile;
- settore agrario;
- settore ittico;
- settore della selvicoltura;
- settore delle industrie alimentari;
- settore delle industrie metallurgiche;
- settore scolastico;
- settore dei servizi;
- call center;
- settore dello spettacolo.
Di seguito in allegato proponiamo un approfondimento inerente al tema del rischio rumore.
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