Condizioni climatiche estreme: la guida dell’AEA

A cura della Redazione

In un quadro in cui gli eventi climatici estremi (temperature elevate, siccità, alluvioni, incendi) si susseguono sempre più spesso, le autorità europee premono per trovare rapidamente soluzioni per mitigare gli impatti. Da questa esigenza nascono i nuovi strumenti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), per rendere istituzioni, imprese e cittadini più resilienti al cambiamento.

Cosa tratta:

L’Europa è fra le aree del mondo con l’aumento delle temperature medie più elevato (il doppio della media mondiale) e che maggiormente subisce le conseguenze del cambiamento climatico, con un incremento di fenomeni estremi come alluvioni, siccità e incendi sempre più devastanti.

Si calcola che, a causa di questi eventi, fra il 2020 e il 2024 siano morti circa 441.000 europei. L’ultima ondata di calore registrata in Europa a fine giugno 2026 avrebbe almeno 10.000 decessi in più rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti.

Per questo l’AEA lavora nel definire nuovi strumenti, come le ultime pubblicazioni su come migliorare l’adattamento alle condizioni climatiche in trasformazione e un portale interattivo, che fornisce informazioni utili sui fenomeni estremi in Europa.

Come l’Europa migliora la sua resilienza

Secondo il rapporto “Climate Resilience in Europe 2025” dell’AEA, l’Europa sta compiendo progressi significativi nel rafforzamento della propria resilienza climatica, grazie all’adozione da parte degli Stati Membri di strategie nazionali di adattamento e ad una crescente integrazione del tema nelle normative climatiche nazionali.

Tuttavia, il continente continua a confrontarsi con sfide rilevanti:

  • aumento della frequenza e dell’intensità di ondate di calore, siccità, incendi, alluvioni;
  • differenze nei metodi di valutazione del rischio climatico;
  • carenze di finanziamento e limitate capacità operative a livello locale.

Tutto ciò ostacola un’azione omogenea ed efficace.

Il rapporto evidenzia inoltre che, sebbene siano migliorate la conoscenza dei rischi e la pianificazione dell’adattamento, rimangono deboli il monitoraggio dei risultati e la misurazione concreta dei progressi verso la resilienza.

Per accelerare la transizione verso un’Europa più preparata agli impatti climatici, l’AEA sottolinea la necessità di rafforzare il coordinamento tra governi, incrementare gli investimenti pubblici e privati, adottare sistemi di monitoraggio basati su indicatori condivisi e integrare maggiormente le considerazioni sociali ed economiche nelle politiche di adattamento.

I piccoli cambiamenti che fanno la differenza

Il rapporto “Small but mighty — climate resilience in Europe’s small municipalities” dell’Agenzia Europea dell’Ambiente evidenzia come i piccoli comuni europei, pur disponendo di risorse finanziarie, tecniche e umane limitate, stiano svolgendo un ruolo sempre più rilevante nell’adattamento ai cambiamenti climatici.

Poiché oltre il 40% della popolazione europea vive in comuni con meno di 20.000 abitanti, la loro capacità di affrontare rischi quali ondate di calore, alluvioni, siccità e incendi è fondamentale per la resilienza complessiva del continente.

Lo studio mostra che queste amministrazioni sono spesso svantaggiate rispetto alle città più grandi (solo il 16% dispone di piani di adattamento formali), ma possono compensare tali limiti grazie a una forte leadership locale, al coinvolgimento diretto della comunità, alla cooperazione tra enti territoriali e al supporto di reti europee e nazionali.

Nonostante i progressi registrati e numerosi esempi virtuosi, l’EEA evidenzia che il ritmo dell’azione resta insufficiente rispetto alla rapidità con cui aumentano i rischi climatici e richiama la necessità di rafforzare il sostegno ai piccoli comuni affinché nessun territorio resti indietro nella transizione verso la resilienza climatica.

La piattaforma sull’impatto climatico

È da poco online la piattaforma “Climate Impacts and Preparedness in Europe” che contiene dati aggiornati sugli eventi estremi, proiezioni ed esempi di azioni di adattamento, coprendo le principali emergenze:

  • ondate di calore;
  • alluvioni;
  • siccità;
  • incendi.

Lo scopo è aumentare la consapevolezza sull’impatto di questi fenomeni sulla popolazione e sull’economia europea, sensibilizzare le organizzazioni e supportare i piani di contrasto al cambiamento climatico.

Conclusioni

Dalle evidenze, è chiaro che dobbiamo il prima possibile trovare un modo per convivere con eventi stremi devastanti, per ridurre l’impatto sulla salute della popolazione e l’economia. Il lavoro dell’AEA punta a fornire strumenti di supporto per le istituzioni, le imprese e cittadini e sensibilizza i soggetti interessati a intervenire, per quanto possibile, seguendo gli esempi virtuosi già messi in atto.  

COSA DICE LA LEGGE

  • Regolamento (UE) 2021/1119 (European Climate Law);
  • Regolamento (UE) 2018/1999, che richiede agli Stati di sviluppare e aggiornare strategie e piani nazionali di adattamento.

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Per prepararsi agli effetti di eventi climatici estremi e aumentare la propria resilienza, le imprese possono:
  2. Individuare gli eventi climatici (calore estremo, alluvioni, siccità, incendi, interruzioni energetiche) che possono avere un impatto maggiore su siti produttivi, magazzini e uffici.
  3. Valutare i rischi climatici, sia da un punto di vista di salute e sicurezza dei lavoratori, sia relativamente agli effetti sull’ambiente, sia riguardo all’impatto sulla produttività e sui costi.
  4. Integrare il rischio climatico nei processi di business continuity e disaster recovery.
  5. Utilizzare dati climatici e scenari previsionali disponibili attraverso le piattaforme europee e nazionali dedicate.
  6. Monitorare indicatori ambientali e climatici per misurare nel tempo l'esposizione e l'efficacia delle misure adottate.
  7. Formare il personale sulle procedure di emergenza connesse agli eventi climatici estremi.
  8. Valutare la vulnerabilità della supply chain, identificando fornitori e infrastrutture critiche esposte a fenomeni climatici estremi.
  9. Valutare opportunità di finanziamento pubblico ed europeo dedicate alla resilienza climatica e all'adattamento.

Il 20% che conta (per l'80% dei risultati)

Concentrare l’investimento di risorse su alcune azioni può portare più velocemente a risultati concreti, come:

  1. Valutazione strutturata e digitalizzata dei rischi climatici: conoscere esposizione e vulnerabilità è il prerequisito per qualsiasi strategia efficace.
  2. Protezione delle attività e delle infrastrutture critiche: impianti, magazzini, server, reti energetiche e sistemi idrici devono essere i primi elementi da mettere in sicurezza.
  3. Piano di continuità operativa aggiornato ai rischi climatici: riduce tempi di fermo, perdite economiche e impatti reputazionali.
  4. Monitoraggio e sistemi di allerta: utilizzare strumenti di monitoraggio di dati ed indicatori efficaci per prevenire le conseguenze degli eventi.
  5. Coinvolgimento della catena di fornitura: molte interruzioni operative derivano da fornitori vulnerabili piuttosto che da danni diretti all'azienda.

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