Le malattie professionali nelle strutture ricettive

A cura della Redazione

INAIL ha reso noti i numeri delle malattie professionali nel comparto dei servizi di alloggio e di ristorazione attraverso il suo periodico mensile

 

Cosa tratta?

Il settore dei servizi di alloggio e di ristorazione conta 1.867 denunce di malattie professionali per il 2024 e registra un incremento nel confronto con l’anno precedente superiore al 20%. Inoltre, dal 2020 al 2024 il numero di malattie professionali è stato in continua e costante crescita.

Il settore è caratterizzato da una struttura occupazionale nella quale la componente femminile è ampiamente presente e ciò si riflette anche nella ripartizione del numero di tecnopatie, che risultano nel complesso sbilanciate verso il sesso femminile in una proporzione di due casi ogni tre.

Dal punto di vista anagrafico, le denunce si concentrano soprattutto nelle fasce di età comprese tra i 50 e i 64 anni.

A livello territoriale, le denunce di malattia si concentrano nel Centro (44% dei casi), il resto si divide tra Nord (32%) e Mezzogiorno (24%); la Toscana si colloca in prima posizione rispetto alla distribuzione dei casi per regione, a seguire le Marche.

I malati professionali sono nella stragrande maggioranza nati in Italia (89,6%), mentre il 10,4% è nato all’estero e a tal proposito le comunità più rappresentate sono: la rumena (15%), l’albanese (13%), la marocchina (9%).

Le professionalità più colpite sono quelle degli esercenti e addetti alla ristorazione, in particolare, cuochi di alberghi e ristoranti (26,4%), addetti alla preparazione e alla cottura di cibi in imprese per la ristorazione collettiva (16,3%), garzoni da cucina, inservienti e addetti alla pulizia delle stoviglie (7,7%), baristi (6,8%) e addetti al banco nei servizi di ristorazione (6,5%). Seguono pasticceri e cioccolatai ed esercenti di ristoranti, fast food e pizzerie (complessivamente il 9%).

Nel quadro nosologico predominano le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. In particolare, emergono i disturbi dei tessuti molli (71%) e nello specifico la sindrome della cuffia dei rotatori, le epicondiliti e le diverse forme di tendiniti e tenosinoviti della spalla. Queste patologie sono strettamente correlate a movimenti ripetitivi, sollevamento manuale di carichi, nonché a posture statiche prolungate con sovraccarico degli arti superiori frequentemente mantenute durante l’attività lavorativa, per esempio in spazi ristretti, condizione molto diffusa nel settore della ristorazione. Accanto alle patologie muscolo scheletriche, si osserva una presenza non trascurabile di malattie del sistema nervoso.

 

Cosa dice la legge?

  • D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124: Testo unico per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
  • D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38: Riforma dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Introduce il sistema di indennizzo del danno biologico e rafforza la tutela delle tecnopatie.
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.
  • D.M. 9 aprile 2008: Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia ai sensi dell’art. 139 del D.P.R. n. 1124/1965. Include le principali patologie muscoloscheletriche e del sistema nervoso correlate al lavoro.
  • Norma UNI ISO 11228 (parti 1, 2 e 3): Standard tecnici relativi alla movimentazione manuale dei carichi, con riferimento a sollevamento, traino e movimenti ripetitivi.

 

Indicazioni operative

  • Valutazione ergonomica mirata delle mansioni: effettuare una valutazione del rischio specifica per i disturbi muscoloscheletrici, analizzando i movimenti ripetitivi (taglio, impiattamento, lavaggio stoviglie), le posture incongrue (spalle sollevate, tronco flesso), la movimentazione carichi (pentole, cassette alimenti).
  • Riorganizzazione delle postazioni di lavoro: adeguare gli ambienti per ridurre il sovraccarico fisico, attraverso, piani di lavoro a altezza regolabile o corretta, disposizione ergonomica di attrezzature e utensili (principio di prossimità), riduzione degli spazi angusti nelle cucine.
  • Introduzione di ausili e automazione leggera: dove possibile, adottare strumenti che riducano l’impegno fisico, mediante l’utilizzo di carrelli per il trasporto di carichi, sollevatori o supporti per pentole pesanti e attrezzature automatizzate (taglio, impasto, lavaggio).
  • Rotazione delle mansioni e pause strutturate: organizzare il lavoro prevedendo, rotazione degli incarichi (es. alternanza tra preparazione, servizio e pulizia), pause brevi ma frequenti per il recupero muscolare.
  • Formazione pratica e sorveglianza sanitaria mirata: garantire la formazione specifica su posture corrette, sollevamento carichi e uso attrezzature, la sensibilizzazione sui segnali precoci di disturbi muscoloscheletrici, la sorveglianza sanitaria focalizzata su lavoratori over 50 e mansioni più esposte.

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