Medicinali pericolosi: prevenire l’esposizione professionale
A cura della Redazione
Pubblicate le linee guida dell’Unione Europea per la gestione dei medicinali pericolosi sul lavoro, un documento pensato per affrontare i rischi, definire le responsabilità ed individuare le misure preventive. L’obiettivo è proteggere tutti i lavoratori lungo il ciclo di vita dei farmaci pericolosi.
Cosa tratta:
Il documento “Orientamenti in materia di gestione sicura dei medicinali pericolosi sul luogo di lavoro” della Commissione Europea è indirizzato alle autorità nazionali, ai datori di lavoro e ai lavoratori stessi e fornisce indicazioni sui rischi dati dai medicinali pericolosi e su come mitigarli, prevenire l’esposizione professionale e tutelare la salute di tutti i lavoratori.
Cosa sono i medicinali pericolosi e perché parlarne
I medicinali pericolosi sono definiti come farmaci che contengono sostanze:
- cancerogene (categoria 1A o 1B)
- mutagene (categoria 1A o 1B) o
- tossiche per la riproduzione (categoria 1A o 1B)
secondo la classificazione del regolamento CLP.
Per lo più rientrano nei gruppi terapeutici degli antineoplastici, antivirali, ormoni e antagonisti ormonali e immunosoppressori. Vengono utilizzati spesso in terapie oncologiche, reumatologiche, dopo trapianti, per il trattamento dell’HIV, dell’epatite B e dell’epatite C.
Tali medicinali possono causare effetti indesiderati in persone che non siano i pazienti stessi, come nel caso dei lavoratori che sono esposti a tali sostanze. Fra questi:
- tumori, mutazioni genetiche e infertilità;
- aborti spontanei e malformazioni;
- dermatiti, nausea, danni a organi e alterazioni ematiche.
Il documento evidenzia che circa 1,8 milioni di lavoratori nell’UE sono esposti a tali sostanze, soprattutto nel settore sanitario.
L’ambito di applicazione
Gli orientamenti richiedono di valutare il rischio di esposizione durante tutto il ciclo di vita dei medicinali pericolosi:
- fabbricazione;
- trasporto e immagazzinamento;
- preparazione e somministrazione;
- gestione degli incidenti;
- smaltimento dei rifiuti.
Le tutele coprono tutti i lavoratori, con particolare attenzione a lavoratrici gestanti e giovani.
L’approccio alla prevenzione
Il documento promuove un approccio strutturato, che prevede:
- valutazione dei rischi e dell’esposizione;
- formazione e informazione dei lavoratori;
- sorveglianza sanitaria;
- adozione di misure tecniche, organizzative e DPI;
- sviluppo di una cultura della sicurezza aziendale.
Viene richiamata anche l’applicazione del principio di S.T.O.P., che prevede la gerarchia di applicazione delle misure:
- Sostituzione;
- Misure tecniche;
- Misure organizzative;
- Dispositivi di protezione individuale.
Per assicurare l’individuazione di eventuali malattie professionali, viene imposta una sorveglianza sanitaria mirata e la conservazione delle cartelle sanitarie e dei registri di esposizione fino a 40 anni.
L’identificazione nella supply chain
Un elemento centrale degli orientamenti è la guida all’identificazione dei medicinali pericolosi, per la quale esistono diversi strumenti:
- banche dati e elenchi ufficiali;
- schede di sicurezza e caratteristiche del prodotto;
- etichettatura;
- comunicazioni dirette nella catena di approvvigionamento.
Conclusioni
L’esposizione a medicinali pericolosi può comportare conseguenze anche gravi per la salute dei lavoratori. La guida della Commissione Europea aiuta lavoratori, datori di lavoro e organizzazioni ad avere maggiore consapevolezza e fornisce indicazioni specifiche per non improvvisare le azioni di prevenzione.
In allegato il documento originale.
COSA DICE LA LEGGE
- Direttiva quadro 89/391/CEE: obbligo generale di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
- Direttiva 2004/37/CE (modificata dalla direttiva UE 2022/431): tutela contro agenti cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche per la riproduzione.
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP): classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze.
- Regolamento REACH (CE n. 1907/2006): gestione delle sostanze chimiche e schede di sicurezza.
INDICAZIONI OPERATIVE
Il datore di lavoro deve:
- Identificare tutti i medicinali pericolosi presenti in azienda e mantenerne un elenco aggiornato.
- Effettuare una valutazione dei rischi specifica per le attività che comportano esposizione.
- Applicare la gerarchia delle misure di prevenzione (S.T.O.P.) privilegiando soluzioni tecniche e organizzative.
- Fornire informazione e formazione periodica ai lavoratori esposti.
- Mettere a disposizione DPI idonei e certificati e verificarne l’uso corretto.
- Attivare e organizzare la sorveglianza sanitaria, rispettano i periodi previsti per la conservazione dei dati sanitari.
- Predisporre procedure per la gestione di incidenti e fuoriuscite, come parte del piano di emergenza.
- Assicurare pulizia, manutenzione e gestione dei rifiuti contaminati in condizioni di sicurezza.
- Definire un sistema di raccolta delle segnalazioni, per prevenire efficacemente gli incidenti e promuovere una cultura della sicurezza partecipativa.
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Allegati
- Orientamenti in materia di gestione sicura dei medicinali pericolosi sul luogo di lavoro - Scarica