Rappresentatività datoriale: firmato l’accordo
A cura della Redazione
La Confartigianato ha reso noto che il 10 luglio 2026, insieme ad altre 13 associazioni datoriali, ossia AGCI, ANIA, Casartigiani, CLAAI, CNA, Confapi, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop, ha sottoscritto un accordo che punta a definire i criteri comuni per la misurazione della rappresentanza datoriale, rafforzare la trasparenza della contrattazione collettiva e individuare il contratto di riferimento per la determinazione del “salario giusto”.
Nel dettaglio l’intesa disciplina la misurazione della rappresentanza sia ai fini istituzionali sia nell’ambito della contrattazione collettiva, introducendo criteri per individuare il contratto collettivo da assumere come riferimento in relazione alla tipologia di impresa e al settore di attività. L’accordo resta aperto all’adesione di ulteriori organizzazioni datoriali che intendano condividerne i principi.
Le 4 Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi (Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI) hanno deciso di aderire al documento pur evidenziando alcune questioni ritenute fondamentali per garantire un sistema realmente efficace di rappresentanza e di contrasto al dumping contrattuale.
In particolare, le associazioni condividono l’obiettivo dell’intesa, orientato a valorizzare la contrattazione collettiva di qualità, fondata anche sui sistemi di bilateralità e di welfare contrattuale, e a costruire un equilibrio tra le diverse componenti del sistema produttivo italiano, nel rispetto delle peculiarità dei modelli d’impresa, dei diversi assetti contrattuali e del ruolo dei territori.
Inoltre, secondo le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi, i criteri individuati dall’accordo devono essere rafforzati attraverso una chiara ed esplicita misurazione basata su dati certi e omogenei della consistenza associativa e sulla presenza delle sedi operative e articolazioni territoriali diffuse sull’intero territorio nazionale. Elementi considerati essenziali per ‘certificare’ la rappresentanza effettiva delle Associazioni imprenditoriali.
Viene apprezzato l’impegno a garantire un assetto contrattuale più ordinato, attraverso un progressivo allineamento delle tutele economiche e normative tra organizzazioni firmatarie per imprese appartenenti alla stessa tipologia produttiva.
Sul fronte del dumping contrattuale, tuttavia, Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI ritengono necessario un impegno ancora più incisivo. In sostanza, chiedono di contrastare con maggiore determinazione la diffusione dei contratti collettivi nazionali multisettoriali che, estendendosi a comparti produttivi molto diversi tra loro, compreso spesso l’artigianato, finiscono per comprimere i livelli salariali propri dei singoli settori, indebolire la qualità della contrattazione collettiva e favorire fenomeni di concorrenza sleale.
Infine, viene confermata la disponibilità a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali sul documento unitario trasmesso lo scorso 17 giugno, con l’obiettivo di definire modelli di rappresentanza e relazioni industriali sempre più adeguati alle sfide del mercato del lavoro, valorizzando una contrattazione collettiva di qualità capace di sostenere la competitività delle imprese e garantire tutele efficaci ai lavoratori.
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