Utilizzo di corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole

A cura della Redazione

INAIL ha pubblicato una fact sheet in cui analizza l’utilizzo di metodi alternativi sostenibili e in linea con la tutela della salute umana per la difesa delle colture agricole

 

Cosa tratta?

Negli ultimi anni l'agricoltura europea ha intrapreso un importante percorso di transizione verso modelli produttivi più sostenibili. La riduzione dell'impiego dei prodotti fitosanitari rappresenta uno degli obiettivi centrali delle politiche europee, che mirano a diminuire l'impatto ambientale dell'attività agricola e a proteggere la salute degli operatori e dei consumatori.

In questo contesto assumono un ruolo sempre più rilevante i corroboranti, sostanze naturali utilizzate per rafforzare le difese delle piante e aumentarne la resistenza agli stress biotici, come malattie e parassiti, e agli stress abiotici, come siccità, eccessi termici o radiazioni solari intense. A differenza dei prodotti fitosanitari tradizionali, non svolgono un'azione tossica diretta contro gli organismi nocivi, ma aiutano la pianta a sviluppare una maggiore capacità di risposta agli agenti esterni.

Tra i prodotti maggiormente impiegati si trovano:

  • propoli, utilizzata per stimolare le difese naturali della pianta;
  • lecitina, impiegata per migliorare la resistenza agli stress;
  • caolino, efficace come barriera fisica contro insetti e raggi solari;
  • bicarbonato di sodio, utilizzato per creare condizioni sfavorevoli allo sviluppo di alcuni funghi superficiali;
  • estratti vegetali derivati da alghe, ortica e altre specie vegetali, che favoriscono la vitalità e la capacità di reazione delle colture.

Uno degli aspetti più interessanti dei corroboranti riguarda la riduzione del rischio chimico, essendo composti di origine naturale e caratterizzati da una bassa tossicità, contribuiscono a limitare l'esposizione degli operatori agricoli a sostanze potenzialmente pericolose. Inoltre, non lasciano residui significativi sugli alimenti e presentano un profilo ambientale generalmente favorevole se utilizzati correttamente. L'adozione di tali prodotti può quindi rappresentare un importante strumento di prevenzione nell'ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

Nonostante i numerosi vantaggi, i corroboranti non rappresentano una soluzione universale. La loro efficacia può variare in funzione della specie coltivata, delle condizioni climatiche e delle modalità di applicazione. Inoltre, la mancanza di una completa standardizzazione delle formulazioni può determinare risultati differenti tra prodotti apparentemente simili. Occorre inoltre ricordare che la loro azione è prevalentemente preventiva e indiretta. In presenza di infestazioni o infezioni particolarmente gravi, i corroboranti non sono generalmente in grado di sostituire completamente i prodotti fitosanitari convenzionali e devono essere inseriti all'interno di programmi di gestione integrata delle colture.

I corroboranti rappresentano una delle soluzioni più promettenti per accompagnare la transizione verso un'agricoltura più sostenibile. Pur non essendo equiparabili ai fitofarmaci in termini di efficacia diretta, possono contribuire in modo significativo alla riduzione dell'impiego di prodotti chimici, al miglioramento della salute delle colture e alla tutela degli operatori agricoli.

 

Cosa dice la legge?

Non esiste una norma europea specifica che istituisca o definisca i corroboranti. Questa categoria di prodotti viene disciplinata a livello nazionale. In Italia i corroboranti sono regolamentati dalle seguenti norme:

  • DPR 28 febbraio 2012, n. 55: per la semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti;
  • DM 18 luglio 2018, n. 6793: disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008 e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici;
  • DM 30 maggio 2024, n. 0242742: Istituzione della Commissione tecnico-consultiva corroboranti.

 

Indicazioni operative

  • Integrare l'impiego dei corroboranti nei programmi di difesa integrata: valutare l'utilizzo dei corroboranti come misura complementare alle strategie di difesa integrata, con l'obiettivo di ridurre progressivamente il ricorso ai prodotti fitosanitari di sintesi e il conseguente rischio di esposizione professionale degli operatori.
  • Verificare la conformità normativa dei prodotti utilizzati: prima dell'acquisto e dell'impiego è opportuno accertare che i corroboranti siano inclusi negli elenchi autorizzati dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e che le modalità di utilizzo siano coerenti con quanto riportato in etichetta.
  • Formare adeguatamente lavoratori e operatori agricoli: sebbene caratterizzati da un profilo di rischio generalmente inferiore rispetto ai fitosanitari, i corroboranti devono essere impiegati correttamente. È pertanto consigliabile fornire una formazione specifica sulle modalità di preparazione, applicazione, conservazione e gestione dei prodotti utilizzati.
  • Monitorare l'efficacia degli interventi agronomici: adottare sistemi di monitoraggio e registrazione dei risultati ottenuti, al fine di ottimizzare i protocolli aziendali.
  • Inserire i corroboranti nelle politiche di prevenzione del rischio chimico: nell'ambito della gestione della salute e sicurezza sul lavoro, l'impiego di corroboranti può essere considerato una misura di prevenzione volta alla riduzione dell'esposizione a sostanze chimiche pericolose. Le aziende dovrebbero valutare questa opportunità all'interno dei propri processi di miglioramento continuo e sostenibilità.

 

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