Facciamo il punto sulla relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro 2026 ?
A cura della Redazione
In data 30 aprile 2026, il Ministro del lavoro - On. Calderone - ha presentato alla Camera dei Deputati, la relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro (anno 2025) ai sensi dell’ articolo 14-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81). Il 2025 rappresenta un punto di svolta per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: nuove regole, controlli più incisivi, formazione qualificata e un uso sempre più integrato dei dati spingono il sistema verso una prevenzione evoluta e proattiva.
COSA TRATTA
La sicurezza sul lavoro entra in una nuova fase: meno adempimenti formali e più sistema, più controllo, più cultura. Il quadro emerso dalla più recente analisi istituzionale descrive un’evoluzione strutturale che va oltre l’aggiornamento normativo e punta a ridisegnare l’intero modello prevenzionistico italiano, in coerenza con le strategie europee.Il 2025 si configura come un anno di transizione, nel quale la sicurezza non è più letta come un obbligo isolato ma come leva strategica per la qualità del lavoro, la competitività e la sostenibilità delle organizzazioni.
Per gli RSPP, HSE Manager e funzioni HR questo significa un cambio di paradigma: non basta più “gestire la conformità”, ma occorre governare sistemi complessi, integrati e sempre più orientati ai dati.Il primo elemento di discontinuità riguarda il rafforzamento complessivo dell’impianto normativo. Le modifiche al Testo Unico hanno reso più incisivi gli strumenti di prevenzione, introducendo logiche premiali per le imprese virtuose e, parallelamente, meccanismi sanzionatori più severi per chi non rispetta le regole. La sicurezza torna così al centro della responsabilità d’impresa, non solo sotto il profilo giuridico ma anche reputazionale e organizzativo.
Un secondo elemento chiave è la vigilanza.
L’incremento del personale ispettivo e il potenziamento dei controlli nei settori a rischio segnano una fase nuova: la verifica non è più episodica ma sempre più mirata, grazie all’integrazione delle banche dati e allo sviluppo di sistemi informativi condivisi. L’evoluzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione consente infatti una lettura più intelligente dei rischi, orientando le attività ispettive dove servono davvero.In questo contesto si inseriscono strumenti come la patente a crediti nei cantieri e i sistemi di tracciabilità nei subappalti. Non si tratta solo di nuovi obblighi, ma di meccanismi progettati per selezionare la qualità delle imprese e ridurre le aree di rischio sistemico. La sicurezza diventa così un elemento di accesso al mercato.Sul piano organizzativo, emerge con forza il tema della formazione. L’aggiornamento degli accordi Stato-Regioni e l’introduzione di criteri più stringenti per l’accreditamento dei formatori segnano una presa di posizione chiara: la formazione deve essere qualificata, tracciata e realmente efficace. La registrazione delle competenze nei sistemi digitali e nel fascicolo del lavoratore rappresenta un passaggio fondamentale verso una gestione strutturata del capitale umano.
Ma la vera novità è la crescente integrazione tra prevenzione e tecnologia.
Dalla diffusione di dispositivi avanzati alla formazione immersiva, fino all’utilizzo di strumenti digitali per la gestione dei dati e dei processi, la sicurezza entra pienamente nella trasformazione digitale delle imprese. Questo non significa solo maggiore efficienza, ma anche una capacità più elevata di anticipare i rischi e intervenire prima che si trasformino in incidenti.Un ulteriore elemento di evoluzione riguarda la cultura della prevenzione. Le iniziative rivolte ai giovani, l’integrazione della sicurezza nei percorsi scolastici e la promozione dei comportamenti sicuri fin dall’ingresso nel mondo del lavoro indicano una strategia di lungo periodo. La sicurezza non si insegna solo nei corsi obbligatori, ma si costruisce nel tempo, come parte integrante dell’identità professionale.Non meno rilevante è l’attenzione ai nuovi rischi. I cambiamenti climatici, i rischi psicosociali, le nuove modalità di lavoro richiedono strumenti aggiornati e approcci più dinamici. Le linee guida sul microclima, le misure per la prevenzione delle molestie e la valorizzazione della salute nei contesti organizzativi ampliano il perimetro tradizionale della sicurezza.Nel complesso, il sistema si muove verso una prevenzione sempre più proattiva, basata sull’analisi dei dati, sul coinvolgimento delle persone e su modelli organizzativi evoluti. Per chi opera quotidianamente nella gestione della sicurezza, questo scenario richiede competenze nuove, capacità di integrazione tra funzioni e un approccio sempre più strategico.
MODIFICHE AL DVR
Le novità introdotte comportano in molti casi una revisione del Documento di Valutazione dei Rischi, in particolare per:
- integrazione dei rischi emergenti (climatici, organizzativi, psicosociali)
- aggiornamento delle misure relative a appalti e subappalti
- introduzione di sistemi di tracciamento dei near miss
- adeguamento ai nuovi standard formativi e organizzativi
PROCEDURE DI SICUREZZA
L’evoluzione normativa e organizzativa richiede l’aggiornamento o l’introduzione di:
- procedure per la gestione dei quasi incidenti e delle segnalazioni interne
- procedure di verifica dei fornitori e delle imprese in appalto
- sistemi strutturati di gestione della formazione e delle competenze
- protocolli operativi per la gestione dei rischi legati a condizioni climatiche e ambientali
COSA DICE LA LEGGE
- Il Decreto legislativo 81/2008 rappresenta il quadro di riferimento per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Le recenti modifiche rafforzano prevenzione, vigilanza e formazione, introducendo strumenti come la patente a crediti nei cantieri.
- L’Accordo Stato-Regioni del 2025 ridefinisce durata e contenuti della formazione obbligatoria.
- La normativa recepisce direttive UE su rischi specifici, tra cui esposizione ad agenti pericolosi.Sono introdotte misure per la prevenzione di comportamenti violenti e molesti nei luoghi di lavoro.
- Viene incentivato l’utilizzo di modelli organizzativi e sistemi di gestione conformi agli standard internazionali.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Integrare i dati aziendali per monitorare infortuni, quasi incidenti e indicatori di rischio
- Verificare periodicamente la qualificazione dei fornitori e delle imprese in appalto
- Strutturare la formazione con tracciabilità delle competenze e aggiornamenti mirati
- Introdurre sistemi di segnalazione semplici e accessibili per i lavoratori
- Valutare l’adozione di strumenti digitali per gestione documentale e audit interni
- Aggiornare le procedure in relazione a rischi emergenti e cambiamenti organizzativi
Il 20% che conta (per l’80% dei risultati)
La sicurezza efficace oggi si gioca su pochi fattori chiave: qualità della formazione, controllo dei processi, uso intelligente dei dati e coinvolgimento reale delle persone.
Le aziende che investono su questi elementi costruiscono sistemi più solidi, riducono gli incidenti e migliorano le performance complessive.
Riproduzione riservata ©