Relazione del Ministero del Lavoro sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: il quadro del 2025
A cura della Redazione
La Relazione annuale sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro 2025 fotografa un sistema in fase di rafforzamento, con nuovi interventi su vigilanza, patente a crediti, formazione, SINP, tutele INAIL e gestione dei rischi emergenti. Il quadro infortunistico resta sostanzialmente stabile, ma con criticità persistenti in edilizia, agricoltura e logistica.
Di cosa tratta:
Il documento, presentato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e comunicato alla Presidenza della Camera il 30 aprile 2026, costituisce la Relazione annuale prevista dall’articolo 14-bis del D.Lgs. 81/2008. La relazione illustra lo stato della salute e sicurezza sul lavoro per l’anno 2025, l’andamento infortunistico e tecnopatico, le attività di vigilanza, le iniziative di prevenzione e gli orientamenti programmati per il 2026.
Uno degli elementi centrali è il decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198, indicato come asse portante degli interventi programmati per il 2026. Il provvedimento interviene sul D.Lgs. 81/2008 con misure che puntano a rafforzare prevenzione, vigilanza, formazione, premialità per le imprese virtuose e protezione delle categorie più esposte.
Tra le principali direttrici richiamate vi sono il rafforzamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, l’incremento del contingente dei Carabinieri per la tutela del lavoro, il potenziamento dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL, l’introduzione del badge di cantiere, la revisione della patente a crediti, lo sviluppo del MiniSINP Vigilanza e l’attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione.
La Relazione segnala inoltre l’approvazione, il 16 dicembre 2025, della Strategia nazionale 2026-2030 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, destinata a orientare le politiche italiane di prevenzione nel quinquennio e a costituire il riferimento per il Piano integrato del Ministero del lavoro, i Piani di prevenzione INAIL, i Piani regionali di prevenzione e la programmazione dell’attività di vigilanza INL.
Sul piano dei dati, le denunce di infortunio in occasione di lavoro presentate all’INAIL nel 2025 sono state 416.900, in aumento dello 0,5% rispetto al 2024. Le denunce con esito mortale in occasione di lavoro sono state 792, in lieve calo rispetto alle 797 dell’anno precedente. Gli infortuni in itinere sono invece aumentati del 3,2%, passando da 96.835 a 99.939, mentre quelli mortali in itinere sono saliti a 293, con 13 casi in più rispetto al 2024. Nel complesso, le denunce di infortunio sono state 516.839, pari a un aumento dell’1,0%, dato che la Relazione interpreta come tendenziale stabilità, considerata la provvisorietà delle rilevazioni.
Per le malattie professionali, la Relazione evidenzia un incremento delle denunce nelle gestioni Industria e servizi, da 73.723 a 82.371 casi, e in Agricoltura, da 14.026 a 15.346. Le patologie più denunciate restano quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, dai tumori e dalle patologie dell’apparato respiratorio.
Il documento richiama infine alcuni settori prioritari per l’azione pubblica: edilizia, agricoltura e logistica, comparti caratterizzati da rischi elevati e da una forte presenza di piccole e microimprese.
Indicazioni operative:
La Relazione conferma la necessità di seguire con attenzione l’attuazione del nuovo quadro normativo e programmatorio.
In primo luogo, occorre monitorare l’evoluzione della patente a crediti e del badge di cantiere, soprattutto nei cantieri temporanei o mobili e nelle filiere di appalto e subappalto. Nel 2025 risultano rilasciate 479.020 patenti a crediti; le attività ispettive hanno portato a 687 violazioni contestate a committenti o responsabili dei lavori per mancata verifica del titolo abilitante e a 1.088 sanzioni per assenza di patente.
In secondo luogo, va verificato l’allineamento dei percorsi formativi al nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, con particolare attenzione alla qualità dei soggetti formatori, alla registrazione delle competenze e agli obblighi di aggiornamento delle figure della prevenzione.
Un ulteriore ambito riguarda la gestione dei rischi emergenti. La Relazione richiama il protocollo quadro sulle emergenze climatiche, i rischi da calore e radiazione solare, la prevenzione delle condotte violente o moleste, i rischi psicosociali, la logistica, la sicurezza stradale in occasione di lavoro e in itinere, nonché il tracciamento dei near miss. È quindi opportuno aggiornare DVR, procedure e sistemi di gestione tenendo conto di:
- rischi climatici e microclima;
- appalti, subappalti e qualificazione delle imprese;
- formazione e addestramento effettivi;
- sorveglianza sanitaria e promozione della salute;
- near miss e mancati infortuni;
- rischi psicosociali, molestie e aggressioni;
- uso di tecnologie e DPI innovativi.
Conclusioni:
La Relazione 2025 conferma che la sicurezza sul lavoro resta una priorità strutturale dell’azione pubblica, ma evidenzia anche che il sistema prevenzionistico italiano è ancora chiamato a compiere un salto di qualità. La stabilità complessiva del dato infortunistico non consente infatti di abbassare l’attenzione, soprattutto nei comparti più esposti come edilizia, agricoltura e logistica.
Per maggiori approfondimenti si allega il testo integrale della relazione.
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